Gilles Villeneuve, Zandvoort 1979
Gilles Villeneuve, ‘tre ruote’ che infiammarono Zandvoort
La pista di Zandvoort è tra le più sfidanti per i driver, a causa delle sue ‘peculiari caratteristiche’ che impongono grande sensibilità e ‘fegato’ per guidare al massimo.
Vento che soffia forte dal Mar del Nord (vicinissimo al circuito), curve veloci e tratti ‘sopraelevati, sul circuito olandese tutto concorre ad esaltare i più audaci.
Nel 1979 a Zandvoort il favorito è Alan Jones con la Williams, grazie all’ottimo bilanciamento della sua monoposto forte di un telaio ben progettato e di una ‘leggerezza’ che in curva fa la differenza.
Ci sono anche le ‘Renault Turbo’ di Arnoux e Jabouille che possono dire la loro, ma l’affidabilità rimane il tallone d’Achille per le monoposto francesi.
I motori sovralimentati delle ‘Gialle’ sono potenti, ma non reggono la distanza e spesso esplodono.
La Ferrari non ha la migliore monoposto a livello telaistico, ma il V12 rimane il miglior motore del lotto e poi abbiamo a guidarle due che non sono proprio gli ultimi arrivati: Scheckter e Villeneuve.
Gilles Villeneuve, in pista
Al via Gilles Villeneuve è solo quinto, ma approfittando del ‘caos‘ in partenza, riesce a salire fino in seconda posizione.
Al comando c’è Jones, ma Gilles è indiavolato e lo tallona come se si stesse giocando il mondiale all’ultima gara.
Il canadese chiede tutto alla sua ‘Rossa’ e, dopo dieci giri, alla curva Tarzan passa la Williams.
La manovra è estrema e la Ferrari rischia di andare ‘dritta’, ma l’aviatore riesce a tenerla.
Purtroppo le sue gomme sono estremamente ‘stressate’ dalla condotta di guida aggressiva adottata nei primi giri e così la posteriore sinistra perde pressione sgonfiandosi inesorabilmente.
La Ferrari va così in testacoda, ma Gilles, imperterrito, riparte.
Ad un certo punto la gomma esplode definitivamente mettendolo fuori pista.
E qui Villeneuve, con un misto di follia ed incoscienza, rientra ugualmente in pista camminando sul cerchione fino a quando non si strappa completamente il mozzo ruota.
Arriva ai box su tre ruote, ma ormai è finita.
Un gesto, con il senno di poi, pericoloso ed inutile.
Un atto di incommensurabile grandezza agonistica se invece guardiamo con gli occhi del cuore.
Gilles correva oltre i limiti di gomme, telaio e motore.
Finché la macchina andava, c’era per lui sempre una possibilità.
L’epilogo
Ha infiammato le domeniche di tanti tifosi ed è per questo suo grande coraggio che ancora oggi è venerato.
Un pazzo, amante della velocità dura e pura.
Quel giorno a Zandvoort il mondo vide un pilota che, una volta indossato il casco, era pronto a tutto.
Purtroppo sappiamo come è finita e non sta a noi stabilire se fosse giusto o sbagliato, ma possiamo solo ammirare e ricordare le gesta di questo ‘guerriero della pista’ capace di guidare anche su tre ruote.
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