Gilles Villeneuve, Zandvoort 1979

 Gilles Villeneuve, Zandvoort 1979
In #laformuladeigrandi di alessandro fedullo

Gilles Villeneuve, ‘tre ruote’ che infiammarono Zandvoort

La pista di Zandvoort è tra le più sfidanti per i driver, a causa delle  sue ‘peculiari  caratteristiche’ che  impongono grande sensibilità e ‘fegato’ per guidare al massimo.

Vento che soffia forte dal Mar del Nord (vicinissimo al circuito), curve veloci e tratti ‘sopraelevati, sul circuito olandese tutto concorre ad esaltare i più audaci.

Nel  1979  a Zandvoort il favorito è Alan Jones con la Williams,  grazie all’ottimo bilanciamento della sua monoposto forte di un telaio  ben progettato e di una ‘leggerezza’ che in curva fa la differenza.

Ci sono anche le ‘Renault Turbo’ di Arnoux e Jabouille  che possono dire la loro, ma l’affidabilità rimane il tallone d’Achille per le monoposto francesi.

I motori sovralimentati delle ‘Gialle’ sono potenti, ma non reggono la distanza e spesso esplodono.

La Ferrari non ha la migliore monoposto a livello telaistico, ma il V12 rimane il miglior motore del lotto e poi abbiamo a guidarle due che non sono proprio gli ultimi arrivati: Scheckter e Villeneuve.

 

Gilles Villeneuve, in pista

Al via Gilles Villeneuve è solo quinto, ma approfittando del ‘caos‘ in partenza, riesce a salire fino in seconda posizione.

Al comando c’è Jones, ma Gilles è indiavolato e lo tallona  come se si stesse giocando il mondiale all’ultima gara.

Il canadese chiede tutto alla sua ‘Rossa’ e, dopo dieci giri, alla curva Tarzan passa la Williams.

La manovra è estrema e la Ferrari rischia di andare ‘dritta’, ma l’aviatore riesce a tenerla.

Purtroppo le sue gomme sono estremamente ‘stressate’ dalla condotta di guida aggressiva adottata nei primi giri e così  la posteriore sinistra perde pressione sgonfiandosi  inesorabilmente.

La Ferrari  va così in testacoda, ma Gilles, imperterrito, riparte.

Ad un certo punto la gomma esplode definitivamente mettendolo fuori pista.

E qui Villeneuve, con un misto di follia ed incoscienza, rientra ugualmente in pista camminando sul cerchione  fino a quando non si strappa completamente il mozzo ruota.

Arriva ai box su tre ruote, ma ormai è finita.

Un gesto, con il senno di poi, pericoloso ed inutile.

Un atto di incommensurabile grandezza agonistica se invece guardiamo con gli occhi del cuore.

Gilles correva oltre i limiti di gomme, telaio e motore.

Finché la macchina andava, c’era per lui sempre una possibilità.

 

L’epilogo

Ha infiammato le domeniche di tanti tifosi ed è per questo suo grande coraggio che ancora oggi è venerato.

Un pazzo, amante della velocità dura e pura.

Quel giorno a Zandvoort il mondo vide un pilota che, una volta indossato il casco, era pronto a tutto.

Purtroppo sappiamo come è finita e non sta a noi stabilire se fosse giusto o sbagliato, ma possiamo solo ammirare e ricordare le gesta di questo ‘guerriero della pista’ capace di guidare anche su tre ruote.


Siamo appassionati di auto come te e abbiamo creato un vero e proprio contenitore di emozioni. Un luogo dove respirare una passione comune, quella per le auto di un tempo che fu.

Una community nata dagli avvincenti aneddoti di #GaldierirentRacconta dove i vostri racconti, video, foto prendono vita e diventano propulsori di ricordi di vissuti personali.

Ti aspettiamo per emozionarci insieme, segui il nostro gruppo Facebook!

Condividi su:

I nostri Point SCOPRI QUAL È IL POINT DI NOLEGGIO LUNGO TERMINE PIÙ VICINO A TE!
Scopri di più