Vettel Monza 2008, indimenticabile

Vettel Monza 2008, indimenticabile
In #laformuladeigrandi di alessandro fedullo
Vettel Monza 2008, la ‘prima volta’ non si scorda mai
Quattro titoli mondiali non si vincono per caso, ma c’è sempre un luogo ed un momento in cui comincia la leggenda.
Momenti speciali destinati a rimanere ‘indelebili’ nella memoria di chi li ha vissuti.
Monza, anno 2008.
Sebastian Vettel guida per la ‘Toro Rosso’ che è spinta da un potente motore ‘Ferrari’ ed ha un telaio molto ben bilanciato.
‘Toro Rosso’ nasce dalle ceneri della ‘Minardi’ con i soldi della Red – Bull ed è in quel momento, con la sua sede a Faenza, uno dei fiori all’occhiello del motorsport italiano.
Sebastian Vettel è veloce e talentuoso,  un ragazzino di 21 anni con il piede davvero pesante.
E’ tedesco come Schumacher, ma rispetto al connazionale ha qualcosa di terribilmente ‘Latino’.
Vettel non è un freddo e nel corso degli anni lo dimostrerà spesso in mondovisione con episodi anche discutibili.

Vettel, le vicende di Monza 2008

Ma torniamo a Monza.
Quel weekend la pioggia cade copiosa e le monoposto si trasformano in degli ‘Off- Shore’, ma ciò non impedisce al tedesco di fare la pole position.
Al via Vettel li mette tutti in riga, guidando da campione.
Nonostante il nubifragio la sua ‘Toro Rosso’ plana con grande naturalezza sull’asfalto bagnato del tracciato brianzolo.
In molti proveranno a depredarlo del suo primo successo, ma lui da ‘veterano’ li piegherà come un domatore di leoni in un’arena circense.
Kimi Raikkonen non ci sta a farsi battere da una monoposto ‘cliente’ della scuderia di Maranello, lui che è il campione del Mondo.
Purtroppo preso dalla foga di agguantare la ‘Toro Rosso’ finirà a muro.
Sarà un trionfo storico, una vittoria indimenticabile.

I successi futuri

Dopo la ‘Toro Rosso’ sarà la volta della Red Bull con Vettel che sarà per anni il mattatore, capace di ‘far volare’ le innovative creature di Adrian Newey con i loro ‘scarichi soffiati’.
Dopo Red Bull la Ferrari con la quale purtroppo non è andata come tutti volevamo e, infine, Aston Martin con la quale ha chiuso la sua trionfante carriera.
Come Senna e Schumacher anche Vettel ottenne la prima sotto il diluvio.
È proprio vero che la pioggia bagna soprattutto i campioni.
Quella vittoria a Monza non fu solo un successo sportivo, ma l’istante preciso in cui il talento smette di essere promessa e diventa destino. In mezzo alla pioggia, davanti a un tempio della velocità e sotto gli occhi di chi ancora dubitava, Vettel scrisse la prima riga della sua leggenda. Perché ci sono carriere che nascono piano, e altre che esplodono in un attimo irripetibile. Monza 2008 fu quell’attimo: la prima volta che non si dimentica mai, il momento in cui il futuro iniziò a parlare al presente con la voce dei campioni.
Monza 2008 resta lì, sospesa nel tempo, come una fotografia bagnata che non sbiadisce. È il giorno in cui un ragazzo diventò qualcosa di più, sotto una pioggia che non perdona ma consacra. Da quel momento in poi il nome di Vettel avrebbe riempito albi d’oro e libri di storia, ma tutto partì da quel rombo sommesso sull’asfalto fradicio, da quella prima vittoria che insegna una verità semplice: i campioni non aspettano il sole, sanno brillare anche sotto il diluvio.

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