Miki Biasion, la ‘leggenda’ di Bassano del Grappa anni ’80
Miki Biasion, la ‘leggenda’ di Bassano del Grappa
Per i ragazzi di Bassano del Grappa i rally e lo sci sono una religione, qualcosa che ti ritrovi nei ‘Cromosomi‘ già dalla nascita.
Il contesto, ricco di strade piene di curve, favorisce questa passione ‘ontologica’ per la velocità nei giovani del posto.
Miki adora già da bambino quelle competizioni ed assieme agli amici fa le ‘ore piccole’ per vedere sfrecciare i bolidi dei primi anni Settanta nelle numerose manifestazioni rallystiche che si tengono sulle Dolomiti.
Sono gli anni delle ‘Fulvia HF’, delle Alpine A110 e delle scattanti Mini Cooper.
Intanto il giovane Biasion ottiene ottimi risultati con gli sci, per poi bissare i successi con le moto da Cross.
A 20 anni Miki Biasion finalmente debutta nei rally, al volante della veloce Opel Kadett GT/E.
Le Opel le fa volare ed i successi lo portano a far parte della squadra ufficiale al volante dell’Ascona 400.
La macchina preparata in italia da Conrero va davvero forte e gli ‘frutta’ il primo importante trionfo, con il titolo di campione assoluto italiano ‘Gruppo 4’.
Dopo la Opel, è il momento della Lancia.
Miki Biasion, le imprese
Miki Biasion lega indissolubilmente al marchio torinese gran parte dei suoi successi più memorabili.
Fa ottime cose con la selvaggia Delta S4, ma è con la ‘HF 4WD’ che costruisce i pilastri della sua ‘fama’.
La nuova ‘Lancia’ è una berlina da famiglia prestata ai rally , imparentata con la Fiat Ritmo .
Sicuramente una buona base, ma non di certo un’auto ‘Perfomance Oriented’.
Miki Biasion, assieme agli uomini della HF- Abarth, la sviluppano rendendola un’arma ‘letale’.
Con la Delta vince ovunque, diventando campione assoluto nel 1988 e 1989.
Memorabile è l’affermazione al Safari dove si ferma per soccorrere, durante una ricognizione, un cucciolo di elefante.
Dopo la la Lancia guida per Ford, mettendo alla frusta la ‘Sierra Cosworth’ facendole ottenere i migliori risultati di sempre.
Una nuova affermazione mondiale potrebbe arrivare nel 1994, ma la fragilità delle ‘Ford- Cosworth’ lo priva del trionfo finale.
Una storia leggendaria
Veloce, ‘funambolico’ sulla neve, ma ugualmente un ‘osso duro’ su strada e sterrati appartiene, assieme a Munari, ad una ‘stirpe’ di italiani da ‘Rally’, che ha saputo dire la sua senza alcun timore reverenziale a gente della più quotata scuola ‘finlandese’.
Oggi Miki Biasion è testimonial per la Lancia e, con molta ‘ironia’ e passione, si diletta a far andare forte nei video promozionali la nuova Lancia ‘Y’ HF-Line, in attesa di un ritorno ufficiale di Lancia nei Rallies mondiali.
Un vero mito, la leggenda ‘a quattroruote’ di Bassano del Grappa.
Negli anni, oltre ai titoli e alle coppe, Biasion si è portato a casa qualcosa di ancora più raro: il rispetto trasversale di tifosi, addetti ai lavori e rivali. Perché il suo talento non era solo “numeri” e cronometri, ma capacità di leggere la gara, di capire la macchina e di adattarsi a qualunque fondo con istinto e intelligenza. In un’epoca in cui i rally erano davvero una sfida totale – tecnica, fisica e mentale – Miki Biasion ha rappresentato la sintesi perfetta tra coraggio e metodo, tra spettacolo e concretezza. E forse è proprio questo che lo rende ancora oggi così attuale: non soltanto un campione del passato, ma un riferimento, un “modo di stare” nel motorsport che continua a parlare anche alle nuove generazioni.
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