Keke Rosberg distrugge l’Abarth di Beppe Gabbiani
Keke Rosberg, una volta, distrusse l’Abarth di ‘Beppe’ Gabbiani. Ecco l’affascinante storia.
L’antefatto
In Europa esistono diversi modi di vivere l’automobile.
Da noi, in Italia, esistono coloro i quali intendono la ‘macchina’ come semplice mezzo di trasporto ed i cultori ed appassionati per i quali la ‘quattro ruote’ è sinonimo di ‘status symbol’ o serbatoio dispensatore di emozioni.
Un discorso analogo, con una maggiore cultura e passione per quanta la categoria degli ‘enthusiast’, può essere fatto per Francia, Gran Bretagna e Germania.
Nei paesi del nord Europa, invece, molti bambini nascono con il ‘cromosoma’ dei traversi nel sangue al di là della cultura o del ceto sociale dei genitori.
Svedesi e Norvegesi amano gettarsi per le strette strade innevate delle loro gelide nazioni a tutta velocità.
Che sia una vecchia Golf o una Porsche 911 non fa differenza, l’importante è divertirsi.
Se poi uno fa danni, pazienza, ci penserà il carrozziere.
Ovviamente, come in tutti i discorsi ‘generalisti’, esistono le eccezioni, ma in questo racconto vi parliamo di come andò quando un italiano mise nelle mani di un finlandese la sua fiammante auto sportiva.
Keke Rosberg e Beppe Gabbiani, i personaggi
I due, Keke Rosberg e Beppe Gabbiani, sono avversari in pista nelle cosiddette ‘formule minori’ ed a Nogaro, a fine anni ‘70, si incontrano per una gara.
Gabbiani raggiunge il circuito con la sua nuova Abarth 131, che aveva comprato perché molti ‘rallysti’ a Piacenza ne dicevano un gran bene.
‘Beppe’ ha anche un’Alfa GTV, ma non rimane deluso dalla torinese che, a suo dire, ha una tenuta ed una motricità eccezionale.
La velocità massima è l’unica pecca (non supera i 192 km/h), ma per le tirate ‘autostradali’ esistono l’Alfa, la Porsche o le ammiraglie Maserati e Jaguar del padre.
Quando Keke Rosberg, con corredo di birra ghiacciata e sigaretta, vede il nuovo giocattolo del suo ricco ed appassionato avversario italiano chiede di provarlo.
‘Beppe’, che è un signore, accetta senza sapere quello a cui sarebbe andato incontro.
Keke Rosberg senza alcun rispetto per l’auto (appena uscita dall’autosalone) si esibisce in una serie di salti e traversi degni di una speciale di rally.
Dopo questo ’giro della morte’ la 131 è semidistrutta, non ha i paraurti ed il telaio è pesantemente piegato per tutte le botte prese: un disastro.
Gabbiani ride per non piangere, vorrebbe strozzare Keke Rosberg, ma ormai la frittata è fatta.
Morale della favola: se avete un amico ‘finlandese’ non fategli provare la vostra auto.
Se poi è un futuro campione di Formula 1, evitate proprio di farlo salire a bordo.
‘Beppe’ Gabbiani ‘Docet’.
A rendere la scena ancora più surreale è che, per Keke Rosberg, quel genere di “prova” era quasi normale amministrazione: un modo istintivo di capire subito dove finisce l’aderenza e dove comincia il divertimento. Un italiano, davanti ad un’auto nuova, ragiona per rispetto e cura; un nordico cresciuto a traversi e neve ragiona per limite e spettacolo. E così, tra una sbandata tenuta giù di gas ed un atterraggio troppo secco su una buca presa in pieno, la bellissima Abarth 131 passò in pochi minuti da “fiammante giocattolo da paddock” a “relitto da carrozziere”. In quel momento Gabbiani capì una cosa fondamentale: non era cattiveria, né invidia, né mancanza di educazione. Era proprio un altro modo di vivere le quattro ruote. Solo che, questa volta, a pagare il conto non era una vecchia Golf da battaglia… ma la sua Abarth appena uscita dall’autosalone.
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