Peter Sauber, lo ‘Svizzero’ della Formula 1

Peter Sauber, lo ‘Svizzero’ della Formula 1
In #laformuladeigrandi di alessandro fedullo

Peter Sauber, dalla Svizzera con furore. 

La Svizzera non ha una vera e propria tradizione ‘motoristica’,  da lì ‘solitamente’ arrivano la cioccolata e le banche.

Ma esistono eccezioni, pensiamo a Clay Regazzoni e ad altri talentuosi ‘driver’ che hanno solcato gli asfalti dei tracciati di tutto il mondo.

Come costruttori possiamo ricordare lo sfortunato Monteverdi e, nel motorsport, il vulcanico Peter Sauber.

Peter Sauber ha un temperamento più latino che svizzero ed  è deciso a sfondare nel mondo delle auto da corsa.

Comincia, a piccoli  passi, con un motore Ford da 1 Litro ed un auto allestita molto artigianalmente per le cronoscalate.

L’impegno e la capacità di instaurare durature partnership fanno gradualmente salire le quotazioni di Sauber che in Svizzera è ormai un punto di riferimento per le competizioni.

Nel 1976 arriva il primo ‘colpaccio’ con la vittoria del campionato ‘interserie’ con la Sauber C5 spinta dal motore Bmw 2 litri.

E’ solo il preludio alla collaborazione con la casa bavarese che negli anni avrà sviluppi sempre più interessanti.

 

Peter Sauber, le vicende 

La professionalità ed il talento portano gli uomini dell’elica ad affidargli la preparazione ‘Racing’ delle Bmw M1.

Intanto vince in Formula 2 nel 1979 ed a Le Mans nel 1978 e 1979.

Ormai  la Sauber è una ‘factory’ consolidata al punto che anche da Stoccarda cominciano a contattare Peter per la sua ‘preziosa’ consulenza.

La Mercedes vuole fare sul serio, dimostrando che non è seconda a Bmw  e Porsche e ha bisogno come l’aria dell’esperienza del Team Sauber.

Nel 1989 e 1990 Sauber e Mercedes sono sul tetto del mondo conquistando  di forza il campionato  Endurance.

Il sogno è però la Formula 1, dove lo ‘Svizzero‘ debutta  nel 1991.

Ha come progettista il brillante Harvey Postlethwaite ed i motori della Mercedes.

Da quel momento la Sauber F1 Team diventa una delle più forti squadre di centro gruppo  e dopo Mercedes  è la volta del sodalizio con la Ferrari.

Al bordo di una Sauber – Ferrari  debutterà un giovanissimo Kimi Raikkonen che è, ad oggi, l’ultimo campione del mondo con la Ferrari.

La svolta avviene con l’accordo con Bmw che diventa azionista di maggioranza  del team.

 

I risultati

Arrivano le prime vittorie, ma la ‘Bmw-Sauber’ non riuscirà mai a diventare campione del mondo.

A Monaco gettano la spugna, ma Sauber continua anche se i soldi mancano.

Nel 2016 vende il team che però continua in Formula 1 e, dopo diversi  ‘Rebranding’, la storica struttura di Hinwil viene acquistata da Audi nel 2022.

Dal 2026 avremo in pista il Team Audi che altro non sarà che un’ulteriore evoluzione del ‘sogno’ racing  di Sauber che, con molto coraggio,  ha voluto portare la Svizzera sulle piste di tutto il globo.

E forse è proprio questa la lezione più “sauberiana”: non serve nascere in un Paese con una tradizione motoristica sterminata per lasciare un segno, ma serve avere un’ossessione positiva per i dettagli, la pazienza di crescere senza scorciatoie e la lucidità di scegliere bene alleati e tempi.

Peter Sauber non ha mai venduto fumo: ha costruito fondamenta, ha formato persone, ha creato un’organizzazione capace di sopravvivere anche ai momenti più duri. Per questo la sua storia non è soltanto una biografia da paddock, ma un esempio di come la passione, quando incontra disciplina e visione industriale, possa trasformarsi in un destino.


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