Fiat coupè, icona degli anni 90- #galdierirentracconta

In #Galdierirentracconta di alessandro fedullo
Fiat coupé l’auto dal design coraggioso

Era una mattina fredda e piovosa nella Torino di inizio anni ‘90 e ad un gruppo di ingegneri, mentre lavoravano al prototipo di quella che sarebbe stata un’utilitaria completamente elettrica, venne l’idea di creare una coupé capace di vedersela ad armi pari con Bmw e qualche Porsche.

Stavano studiando la  giusta sistemazione del pacco batterie sul pianale quando all’improvviso si guardarono e dissero:

“Basta  con questi giocattoli, facciamo una vera automobile”

Vogliamo immaginare che la nascita della Fiat Coupè, affascinante sportiva che debuttò nel lontano 1994, sia andata così. All’epoca anche un produttore generalista come Fiat poteva permettersi il lusso di creare qualcosa di unico e la coupé era davvero speciale a partire dalla linea creata da Chris Bangle e caratterizzata dal cofango, una soluzione che integra cofano e parafanghi e permette uno scenografico accesso a tutta la meccanica.

Un’apertura del cofano simile si era vista in passato anche sulla sensuale Jaguar E- Type. E proprio come il felino britannico questa Fiat sa essere oltraggiosamente sexy,  grazie ad una silhouette ben definita dal  posteriore muscoloso, quasi imponente, e  da passaruota scolpiti, elementi che inneggiano chiaramente al dinamismo puro. 

Estetica mozzafiato

Se l’estetica è mozzafiato gli interni sono un inno al lusso made in Italy, grazie alla cura di Pininfarina che sapientemente riesce a creare un cruscotto funzionale ma dal sapore vintage. Metallo, pelle e sedili avvolgenti: tutto era fatto per viaggiare in prima classe e durare nel tempo.

Su strada la Fiat coupè non delude, grazie ad una scocca irrigidita e al differenziale visco drive, di serie sulle versioni più potenti, che permetteva di annullare le reazioni brusche sullo sterzo tipiche delle trazioni anteriori molto potenti.

Anche se aveva le ruote motrici dal lato sbagliato, la Fiat purosangue del lingotto non faceva desiderare le più blasonate concorrenti tedesche e con il 5 cilindri turbo diventava una belva da 250 km/h. Un veleno capace di trasformare anche il più pacato dei  gentleman in una sorta di pilota clandestino, pronto ad attaccare briga ad ogni semaforo.

Prodotta fino al 2000, la coupé è uscita di scena senza lasciare un erede. Forse è meglio, anche perché oggi l’avrebbero fatta ibrida o peggio ancora diesel mild hybrid. Un sacrilegio dato che certi ferri devono essere alimentati solo  dalla benzina, vero e unico nettare degli dei per i motori potenti.

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