La Mangusta che nacque per divorare una Shelby- #galdierirentracconta

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Se avete problemi ad emozionarvi esiste un rimedio infallibile di nome “Mangusta”. Come il predatore da cui prende il nome (la Mangusta cacciatrice di serpenti), la sportiva concepita da Alejandro De Tomaso nasceva per divorare le Shelby Cobra.

L’intento era quello di mettere in strada una purosangue, mostrando agli americani che avevano mollato all’improvviso De Tomaso per seguire a 360 gradi la Ford nel Motorsport, di che pasta erano fatti a Modena.

La Mangusta, disegnata da Giugiaro, è caratterizzata da un corpo vettura estremamente affusolato con portiere ad ali di gabbiano ed un enorme parabrezza. Dentro è tutto molto essenziale con il possente 8 cilindri messo in posizione centrale con funzione portante come nelle vetture da corsa.

Purtroppo il v8 Ford non è un peso piuma e ne deriva così una ripartizione dei pesi estremamente sbilanciata verso il posteriore. Condurre al limite la De Tomaso richiede nervi saldi. E’ estremamente schizofrenica nelle sue reazioni, passando dal sottosterzo al sovrasterzo in un battito di ciglia.

Alla Mangusta però possiamo perdonare tutto in nome della sua grandiosità stilistica. Oggi che non deve più competere con Shelby, Porsche e Ford l’apprezziamo per la sua teatralità, simbolo di un’epoca in cui le auto venivano progettate con tantissimo cuore e molta poca razionalità.

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