Alfa Romeo Giulietta Turbodelta, uragano sovralimentato- #galdierirentracconta

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Alfa Romeo Giulietta Turbodelta è un’autentica instant classic

Esistono le normali automobili e poi ci sono le Alfa Romeo. Il marchio del biscione ci ha abituato  ad auto davvero fuori di testa, progettate più con l’istinto che con l’occhio al mercato.

Alcuni modelli hanno fatto la storia (vedi Giulia e Alfetta) e altri, pur essendo delle meteore rimaste in produzione per pochi anni, sono entrati quasi subito nella leggenda.

All’inizio degli anni Ottanta l’Alfa vuole ritornare nelle competizioni turismo e così  incarica gli uomini del suo reparto corse (Autodelta) di creare una versione vitaminizzata dell’Alfa Giulietta tipo 116 allora in produzione.

Servono almeno 500 esemplari da strada per ottenere l’ambita omologazione  che permetterebbe al marchio milanese di ritornare sulle piste di tutta Europa.

Alfa Giulietta Turbodelta aggressiva dalla tecnica raffinata

Prende così vita l’affaire “Giulietta Turbodelta”, che i concessionari avrebbero dovuto vendere assieme alle più pacate 1.6 e 2.0. Carlo Chiti, responsabile del progetto, non è uno che andava per il sottile e partendo dalla  normale 2.0, crea un mostro di 175 cv sovralimentato da una Turbina Avio.

La macchina è violenta, viva e oltremodo reattiva ai comandi dell’acceleratore. Basta schiacciare il pedale per trovarsi proiettati a velocità degne di una supercar.

Di queste meraviglie ne furono realizzate solo 361  esemplari, complice  anche la fine imminente del modello Giulietta sostituito dalla 75, per la quale fu poi ripreso il discorso omologazione per la categoria turismo con la versione Turbo evoluzione.

Non ebbe quindi il tempo di essere un successo commerciale e il fatto che le turbine Avio esplodessero non aiutò di certo le vendite.

Risolti i problemi di affidabilità (si optò per i turbocompressori KKK in luogo degli Avio) la Turbodelta continuò ad essere una divoratrice di auto ben più potenti.

Chi l’ha guidata racconta che superati i  5000 giri si  aveva la sensazione di essere nell’iperspazio. Un’auto con tanti difetti ma con un cuore sportivo  capace di sedurti non appena giri la chiave nel quadro.

Le poche sopravvissute agli scellerati che purtroppo le comprarono e le stamparono contro alberi e guardrail, si dice che oggi escano solo nelle notti invernali di luna piena. Pronte a scaldare l’aria con il melodioso suono del loro bialbero.

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