Quali sono le auto più brutte della storia? -#galdierirentracconta

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Ecco le auto più brutte della storia

A tutti capita prima o poi di sbagliare e di immettere sul mercato un prodotto non adeguato.

Nessuno sfugge alla regola, nemmeno i costruttori più blasonati. Senza andare troppo indietro nel tempo, basta sfogliare il listino Bmw di qualche anno fa e soffermarsi alla voce Serie 5 GT.

Il nome evoca lusso e sportività e ci aspetteremmo di vedere una sinuosa vettura che sprizza dinamismo e agilità da tutti i pori, invece la realtà è molto angosciante e ci troviamo di fronte ad uno strano ibrido che sembra nato da un mix (mal riuscito) tra una X6 e una serie 5. Anche un’auto di lusso rientra tra le auto più brutte della storia? La risposta è sì.

Brutta da qualsiasi angolazione la si guardi, si dice che a Monaco se ne vergognarono così tanto al punto che pensarono di venderla solo ai cinesi più facoltosi.

Dopo diverse peripezie la GT è arrivata anche da noi e ha trovato degli acquirenti solo grazie a cospicui sconti sul prezzo di listino. Se i tedeschi hanno creato la 5 Gt a Torino si sono spinti oltre.

Tra le auto più brutte della storia rientrano anche la Duna e la Multipla. Non sappiamo per quali contorte alchimie siano state commercializzate vetture come la “Duna”(una Fiat Uno con la coda) buona solo per gli argentini abituati ai calessi o alla Multipla, uno strano oggetto capace di far sembrare elegante anche la campana della raccolta del vetro.

Vogliamo credere che dietro la Duna e la Multipla ci sia la sottile ironia che caratterizza i sabaudi, tanto sottile che a volte non la si capisce nemmeno. Anche perché due auto del genere possono essere solo uno scherzo. Le hanno comunque vendute. I tassisti hanno adorato la Multipla e ancora la cercano, mentre la Duna ha avuto i suoi estimatori nei primi radical chic, quelli che oggi ritengono la Tipo “troppo borghese” e comprano la Dacia.

A chi spetta il primato?

Il primato però per la vettura più brutta e insensata della storia va agli inglesi. Negli anni ‘70 la Leyland incapace di reggere la concorrenza della Ford Cortina, decide di creare un’auto simile, la Morris Marina.

La vettura sembrava disegnata durante un consiglio di amministrazione ed è più triste di un caseggiato popolare in una serata invernale. Oltre a non essere bella, la Marina era anche fragile e cominciava a perdere i pezzi per strada dopo soli trenta chilometri.

Si dice che la berlina Morris abbia dato il colpo di grazia alla già martoriata industria automobilistica britannica, attualmente tutta in mani straniere. Oggi questi mezzi hanno però un grande vantaggio ed è la capacità di strapparci un sorriso che, in periodi difficili come questo, vale oro.

Se volete ridere ogni volta che aprite la porta del vostro garage scegliete uno di questi modelli e non sarete delusi. Attenti però ai freni della Marina, si dice siano di sughero!

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