Rally di Montecarlo 1966

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Rally di Montecarlo 1966: lo scandalo dei fari

Sappiamo quanto i francesi siano nazionalisti e amanti di tutto ciò che proviene dalla loro terra, quello che non tutti sanno è ciò che accadde a Montecarlo nel 1966.

I vertici della “Citroën Motorsport” dovevano aver sofferto molto nel perdere le edizioni del Rally di Montecarlo del 1964/65.

Una competizione che, oltre, ad avere un grande richiamo “glamour” per i molti vip che la seguivano, aveva anche un forte impatto commerciale.

rally, infatti, erano un importante veicolo di marketing, tutte le vetture che trionfavano sulle strade tortuose del principato erano quelle che si compravano di più e chi vinceva la domenica, vendeva il lunedì.

A Parigi, negli anni ’60, c’erano tantissime Mini Cooper, non a caso la vettura britannica che aveva vinto le edizioni del 1964/65 del rally Monegasco.

Rally di Montecarlo 1966, Mini Cooper S

Rally di Montecarlo 1966, Mini Cooper S

Nel rally di Montecarlo del 1966 le “Mini Cooper S” si aggiudicarono rispettivamente il primo e il secondo posto, e al quarto posto la prima delle Citroën DS.

Ai transalpini non andò giù e decisero, così, di fare appello. Sostennero che le “Mini Cooper S” che avevano vinto il rally non avevano nulla in comune con le vetture di serie vendute dai concessionari della B.M.C che all’epoca producevano la Mini.

Le vetture vincitrici furono esaminate in ogni dettaglio e l’unico particolare non conforme fu il cablaggio dei fari, elemento davvero irrilevante ai fini della vittoria.

Le “Mini Cooper S” furono, così, squalificate e gli attenti giudici francesi trovarono il modo di squalificare anche la “Ford Cortina Lotus” di Roger Clark per motivi analoghi.

La vittoria fu, così, assegnata a tavolino alla “Citroën DS” di Henri Toivonen che mortificato si rifiutò anche di ritirare il trofeo.

Rally di Montecarlo 1967: la rivincita “Mini”


Gli inglesi reagirono con molto fair play e nel 1967 tornarono a Montecarlo con le “Mini Cooper S”. Questa volta con i cablaggi dei fari giusti e vinsero nuovamente.

La vittoria fu epica perché la “Mini” dovette confrontarsi con lo squadrone tedesco della “Porsche” che aveva schierato le veloci 911.
Nessuno ricorda, invece, cosa fece la Citroën.

Una vittoria ottenuta a tavolino è più amara di una sconfitta. 

Oggi, tutti ricordano il “Rally di Montecarlo 1966” come l’edizione in cui la “Mini” fu squalificata perché ai francesi dispiaceva perdere in casa propria.

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