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Volvo 480 Turbo, la Svedese ‘Trendy’ per gli anni ‘80

Galdieri Rent25 agosto 20263 min di lettura
Volvo 480 Turbo

Volvo 480 Turbo, spirito anni Ottanta. Siamo abituati a pensare a Volvo solo ed esclusivamente come costruttore di compassate berline e station wagon.

Ci sono però le eccezioni come la P1800 ES, che si ispirava alla Shooting Brake d’oltremanica con il suo design che mescolava molto bene tradizione, praticità e sportività.

Volvo 480 Turbo, il concept

Negli anni ‘80, a Goteborg, hanno un disperato bisogno di idee e nuovi clienti.

Non bastano più le Station Wagon con il motore ’turbo’ e le finiture degne di una Jaguar. Serve qualcosa che tocchi il cuore degli ‘Yuppies’ più giovani, quelli che acquistano Saab 900, Bmw Serie 3 e Golf GTI.

In Svezia decidono così di ‘confezionare‘ un’auto dal design ‘avveniristico‘ con fari a scomparsa e linea di cintura molto bassa.

L’auto, molto bella, riprende in chiave moderna lo spirito della ‘1800 ES’.

In Volvo non hanno le risorse per sviluppare una meccanica 'ad hoc' per la nuova ‘Hatchback’ e così cambio  e motore sono gli stessi della ‘Renault 21’.

I dettagli

Nel 1986 la nuova ‘Volvo’, ribattezzata ‘480 ES’, fa sensazione, ma con soli 100 cv manca completamente di grinta.

Va bene per l’aperitivo, ma in strada le prende praticamente da tutte le principali ‘competitors’.

Nessun problema, poiché da Parigi spediscono in Svezia il motore 1.7 Turbo pronto per essere installato nel cofano della ‘480’.

Nasce così la 480 Turbo  che supera di slancio i 200 Km/H ed ha un'estetica più sportiva (cerchi di maggior diametro, assetto ribassato di 10 mm) rispetto alla ‘480 ES‘ standard.

Il turbocompressore è tarato con una pressione non elevata per privilegiare l’elasticità e ridurre il Turbo lag.

Le caratteristiche

In strada la Volvo si comporta più come un grosso ‘aspirato‘ che come  ‘classico’ turbo, non ci sono calci nella schiena, ma solo velocità e progressione.

L’assetto purtroppo non è all’altezza del motore, con un comportamento molto sottosterzante nelle curve. Inoltre il posteriore, a causa del ponte rigido, non era fedelissimo nel seguire le traiettorie.

In sintesi, la ‘480 Turbo’ non è una divora curve come la ‘GTI Golf’ o divertente e sovrasterzante come una BMW 325I.

Ma non fa nulla, poiché non aveva la pretesa di essere un’auto ‘Performance Oriented’ la 480 Turbo. Voleva denotarsi come l’alternativa ‘trendy’ alle solite auto premium sempre però nel pieno stile Volvo. Questo significava qualità, eleganza e buone prestazioni senza strafare con una dinamica di guida eccessivamente 'specialistica' e troppi cavalli.

L'epilogo

Un po' come la Saab 900 ebbe il suo pubblico di estimatori ed appassionati che rimase oltremodo deluso  quando nel 1994 uscì di scena senza un erede.

La ‘C30‘ dei primi anni 2000 ne riprendeva lo spirito, ma non aveva, onestamente, lo stesso fascino.

Mezzo di grande’ appeal‘ la 480 Turbo che rappresentava molto bene gli anni ‘80. Un periodo in cui in ambito automobilistico si cominciava davvero ad innovare lasciandosi definitivamente alle spalle i decenni precedenti.

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