Rover Mini Cabrio, la più esclusiva delle Mini anni ‘90

La Mini non nasceva come auto di lusso, ma come onesto mezzo di trasporto per la ‘Working class’.
Nel corso degli anni però la piccola britannica si dimostra estremamente ‘trasversale’, accogliendo dietro il suo volante gente appartenente al mondo dello sport e dello spettacolo.
Questo grazie alla versione ‘Cooper’ che rese molto ‘Cool’ la piccola utilitaria di Issigonis grazie ad un motore rabbioso e potente.
Non esisteva però una versione ufficiale ‘cabrio’.
Nel corso degli anni molti carrozzieri si cimentano, ma si tratta di esperimenti molto ‘artigianali’.
Rover mini cabrio, la storia
Arriviamo così negli anni ‘90, con la ‘Mini’ che è fondamentalmente un ‘prodotto di Nicchia’ venduto ad un pubblico di appassionati disposti a rinunciare ad ogni ‘comfort’ pur di avere in garage l’iconica vetturetta.
La Rover intuisce, anche sulla scorta del successo della nuova Cooper appena rilanciata, il potenziale di una versione ‘Cabrio’ costruita e commercializzata ufficialmente dalla Rover in Europa e Giappone.
Si incaricano così i tedeschi della ‘Karmann’ che provvedono a togliere il tetto ed a rinforzare la scocca.
Scoperta la ‘Mini’ non perde il suo fascino, grazie ad un elegante capote multistrato disponibile grigia o rossa, ad interni con inserti in radica e sedili avvolgenti.
Nel cofano troviamo il classico 1275 ad iniezione elettronica e marmitta catalitica con 63 cavalli.
Il motore è quello della Cooper 1.3 i e non fa miracoli visto il peso maggiore della ‘Cabrio’ rispetto alla berlina, ma è comunque sufficiente per godersi la guida all’aperto.
All’esterno troviamo un ‘kit estetico’ simile a quello della Mini Era Turbo ed inediti cerchi in lega su pneumatici Pirelli Cinturato.
Così allestita la Mini Cabrio è davvero ‘chic’ grazie anche ai colori disponibili, tutti votati all’eleganza.
Si poteva scegliere fra un elegante blu scuro o un classico verde inglese passando per un ‘evocativo’ rosso ciliegia.
Le vicende
Al debutto la ‘Cabrio’ è la più esclusiva delle ‘Mini’, una ‘instant classic’ che in Italia costa la ragguardevole cifra di 24 milioni.
Il prezzo non scoraggia gli appassionati ed in Giappone (mercato d’elezione) la Mini ‘Cabrio’ vende benissimo.
Con l’uscita della versione Mk7 del 1997 dotata di Airbag ed iniezione ‘Multipoint’, la Mini Cabrio esce di scena.
Esclusiva senza costare come un ‘bilocale’ a Cortina ed elegante come solo le ‘vere’ inglesi sanno essere, fu una delle più interessanti auto degli anni 90.
Un’ultima variazione sul tema su di un'auto mitica che ha sedotto migliaia di automobilisti in tutto il mondo.
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