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Roland Gumpert, l'uomo della ‘Trazione Quattro’

Galdieri Rent5 giugno 20263 min di lettura13 letture0 commenti
Roland Gumpert

Roland Gumpert studia ingegneria all’Università di Graz, con tanta passione ed impegno poiché da sempre vuole costruire e progettare automobili.

Le sue ‘brillanti’ capacità lo portano a lavorare, a metà anni Sessanta, presso quella che allora si chiamava ‘Audi Nsu’.

Da lì a poco Audi sarebbe entrata completamente nell’orbita Volkswagen, con importanti spunti di carriera per un ‘vulcanico’ ingegnere come lui.

Roland Gumpert, la storia

Dopo aver lavorato all’Audi ‘50’, viene il momento della ‘Typ 183’.

Il mezzo in questione è un veicolo militare nato per sostituire la Dkw ‘Munga’, ma le ‘idee’ per renderlo speciale non mancano ad ‘Herr’ Gumpert.

L’innovazione sta nella ‘Trazione integrale’ commutabile, che la rende inarrestabile in ogni situazione.

La nuova ‘Jeep’ per la ‘Luftwaffe’ è un capolavoro d’ingegneria e costituisce un laboratorio importante per lo sviluppo della trazione integrale.

Perché Roland GUmpert, quel sistema, lo vuole sulle auto da corsa.

Ad inizio anni ‘80, diventa capo di ricerca e sviluppo per Audi ed arriva l’occasione.

La ‘Trazione Quattro’ la troviamo sulla nuova ‘Sport Coupé' da rally e, a quel punto, non ce ne sarà  più per nessuno.

La nuova vettura è la ‘proiezione’ stradale di tutte le idee dell’ingegnere, che insiste anche nel piazzare nel cofano un potente motore ‘Turbo’ a cinque cilindri.

Le vicende

Nel corso degli anni la ‘Quattro’ verrà ulteriormente affinata, con una nuova versione a ‘passo corto’ più leggera ed agile.

Dopo aver vinto tutto  ed essere stato messo a dura prova dalla Lancia di Fiorio nel 1983, Roland continuerà  a lavorare per il gruppo VAG.

Dopo incarichi di marketing e dirigenziali tornerà a fare ciò che più ama, ossia le auto potenti.

La sua ultima creazione è la ‘Gumpert Apollo’, una supercar oltremodo emozionante.

Un mostro capace di decollare se non avesse le appendici aerodinamiche.

L'epilogo

Senza questo’ mite signore ‘ le Audi non sarebbero mai diventate le auto desiderabili di oggi.

‘Quattro’ sta ad Audi come ‘M’ sta a Bmw  ed ‘Amg’ a Mercedes.

Una ‘sigla’ dispensatrice di emozioni, in qualsiasi condizione climatica.

E tutto è cominciato da un mezzo dell’esercito progettato da un ‘tecnico’ che aveva una visione che andava oltre i numeri e guardava direttamente alla ‘Perfomance’.

Grazie Roland, senza di te oggi avremo ancora delle ‘Audi’ buone solo per andare al supermercato a fare la spesa.

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