Pagani Zonda, la ‘visione’ di Horacio

Horacio Pagani dalla ‘Pampa’ Argentina sbarca in Emilia con il proposito che aveva fin da bambino: realizzare una Supercar.
E’ cresciuto sognando Ferrari, Lamborghini e Maserati ed il primo passo per la realizzazione di questo progetto è cominciare a lavorare come operaio alla Lamborghini.
Ben presto a S.Agata Bolognese si accorgono del suo talento unito ad una tenacia da primato e lo investono del ruolo di responsabile ricerca materiali compositi.
Il primo lavoro di Pagani è lo studio di alcuni particolari in carbonio per la Lamborghini Countach ‘Anniversario’.
Gli studi continuano per la ‘Diablo’, in cui verrà fatto un uso ancora maggiore di parti in composito.
Intanto lavora ad un'altra vettura, che farà un uso ancora maggiore di ‘compositi’.
La crisi che ad inizio anni ‘90 sconvolge Lamborghini, che porterà la proprietà Chrysler alla vendita, spinge Horacio Pagani ad una scelta estrema e coraggiosa: mettersi in proprio.
Purtroppo per ‘sviluppare’ la sua idea di 'Hypercar', la Lamborghini non basta più.
Pagani Zonda, la storia
Nasce la ‘Pagani‘ Automobili, siamo nel 1993 e Horacio lavora come un matto per mettere in strada il suo sogno a quattroruote.
Alla fine, nel 1999, i frutti di tanti sacrifici vedono la luce: nasce la ‘ZONDA’.
La nuova vettura è sconvolgente.
La carrozzeria è un tripudio di carbonio e ‘compositi’, il design terribilmente dionisiaco con forme che richiamano alle vetture da corsa.
L’attenzione al dettaglio è maniacale, la guida, grazie anche ad un telaio superbo, oltremodo precisa ed incisiva.
La ‘Zonda’ ha un anteriore molto stabile e quando le ‘gomme’ sono in temperatura le prestazioni sono degne di una Formula 1.
Le caratteristiche
Non è un'auto per tutti, chiede rispetto ma, una volta entrati in sintonia la si riesce a spingere come si deve scatenando tutta la sua potenza.
Nel cofano troviamo un 12 cilindri Mercedes – Amg, un propulsore che a Stoccarda creano per superare gli eterni rivali di Bmw.
Forte di un investimento di 400 mila marchi il nuovo motore è caratterizzato da un'innovativa tecnica per la fusione del basamento che, nella versione di punta riservata alla ‘Zonda F’, arrivava a sviluppare più di 600 cv.
Era nata un ‘instant classic’, che portava finalmente a compimento la ‘visione’ del suo creatore.
‘Zonda’, per le sue caratteristiche, era l’erede spirituale di ‘mostri‘ sacri come la Lamborghini ‘Miura’ e la Ferrari ‘F40’.
Auto nate esclusivamente per essere guidate ed emozionare chiunque le veda passare.
Opere d’arte su ruote, patrimonio dell’umanità al pari della Cappella Sistina e della Monnalisa.
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