Moretti 500 Minimaxi, "spiaggina" icona del tempo libero
Moretti 500 Minimaxi, ecco la storia della "spiaggina" italiana che trasformò la Fiat 500 in un'icona del tempo libero.
Negli anni Settanta il concetto di automobile stava cambiando. Accanto alle classiche utilitarie iniziarono a comparire vetture pensate per il divertimento, le vacanze e la vita all'aria aperta. Tra queste, una delle più originali fu la Moretti 500 Minimaxi, una piccola fuoriserie italiana oggi rarissima e molto ricercata dai collezionisti.
Moretti 500 Minimaxi, le caratteristiche
La Minimaxi nasce nel 1970 dalla creatività della torinese Moretti, storica carrozzeria fondata da Giovanni Moretti. Dopo aver costruito automobili proprie nel dopoguerra, si specializza nella realizzazione di versioni esclusive su base Fiat.
Per realizzare la Minimaxi venne scelta la meccanica della Fiat 500, mantenendo il celebre motore bicilindrico raffreddato ad aria, il cambio manuale a quattro rapporti e la trazione posteriore. Tutto il resto, però, cambiava radicalmente.
La carrozzeria abbandonava le linee tonde della 500 per lasciare spazio a forme squadrate e funzionali, ispirate ai piccoli fuoristrada ed alle "beach car" che in quegli anni conquistavano l'Europa.
La filosofia della vettura era semplice: massimo divertimento con il minimo indispensabile.
I dettagli
Le porte potevano essere rimosse completamente, il tetto era costituito da una pratica capote in tela, il parabrezza era abbattibile, permettendo una guida completamente "en plein air". Era un'auto pensata per mare, campeggi, villaggi turistici e località balneari, dove leggerezza e praticità contavano più delle prestazioni.
La macchina non fu mai costruita in grandi numeri. Le stime parlano di meno di 200 esemplari prodotti. Proprio questa rarità la rende una delle fuoriserie italiane più ambite dagli appassionati.
Negli anni successivi la vettura si aggiorna adottando la meccanica della Fiat 126, con il più moderno motore bicilindrico da circa 650 cm³. Era capace di incrementare la potenza fino a circa 25 CV, migliorando brillantezza ed affidabilità.
L'epilogo
Con il suo stile inconfondibile, la semplicità costruttiva ed una produzione estremamente limitata, rappresenta oggi uno dei capitoli più curiosi della storia dell'automobile italiana.
Un'auto che dimostra come, partendo dalla meccanica della popolarissima Fiat 500, fosse possibile dare vita ad un modello completamente diverso. Ancora oggi attira gli sguardi e racconta un'epoca in cui l'automobile era sinonimo di libertà e spensieratezza.
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