Mini R56 Clubman, il ritorno della ‘Station’ ‘Old England’

Mini R56 Clubman, tutta la storia. La Mini rilanciata dal gruppo Bmw ad inizio anni 2000 fu un successo di portata mondiale. La seconda generazione (denominata R56) propone una vettura che, fedele allo stesso concetto di ‘Go- Kart Feeling‘ , presenta molte innovazioni. Lo scopo? MIgliorare comfort e consumi.
Il corpo vettura è completamente riprogettato, con maggiore attenzione agli spazi interni. Sul fronte motori abbiamo nuovi propulsori più potenti e meno assetati di consumi grazie al sistema, brevettato da Bmw, ‘Valvetronic’. Quest’ultimo gestisce l’apertura e chiusura delle valvole di aspirazione in base alla potenza richiesta dal guidatore. In sintesi, consumi molto più bassi rispetto ai precedenti motori ‘Pentagon’ sviluppati da Bmw e Chrysler.
Mini R56 Clubman, le caratteristiche
Con la ‘R56’ Bmw decide di ampliare la gamma ‘Mini’ fornendo nuove varianti di carrozzeria, al fine di raggiungere il maggior numero di utenti possibile.
Oltre alla ‘Cabrio’ ed alle affascinanti ‘Rodster’ e 'Coupé‘ abbiamo il gradito ritorno di una Mini ‘Giardinetta’, denominata ‘Clubman’. Il tutto in onore delle mitiche ‘Mini Clubman Estate’ che tanto successo ebbero in Europa a cavallo di fine anni ‘70 e primi anni ‘80.
La nuova ‘Clubman’ debutta nel 2007 ed è dotata della caratteristica apertura a ‘libro’ delle porte posteriori di una ‘controversa’ porta laterale, molto piccola, denominata ‘Clubdoor’.
Disponibile anche in variante ‘S’ e ‘diesel’ la nuova Mini ‘Station Wagon’ viene a denotarsi come il modello più ‘Snob’ della gamma.
Creata per chi non voleva la solita ‘Mini’ aveva una gamma di colori ‘dedicati’ ed optional votati al ‘lusso’ ed al ‘Lifestyle’.
Disponibile, solo per la Clubman, ad esempio, l’elegante tinta ‘Hot Chocolate’ che i più esigenti abbinavano con l’interno in pelle ‘Mini Yours’ testa di moro.
I montanti posteriori ed il tetto potevano essere scelti o in ‘nero’ o in ‘argento’ per un effetto scenico garantito.
Le prestazioni sono il tallone d’Achille della ‘Mini‘ allungata poiché il peso maggiore penalizza agilità e ripresa.
Ma nessun problema perchè in Mini predispongono anche versioni ‘molto cattive’, in allestimento ‘John Cooper Works’ con potenza di 231 cv.
Stranamente, contro ogni previsione, la migliore delle Mini sportive firmate ‘John Cooper’ è proprio la ‘Clubman’, in virtù del suo passo lungo che la rende molto più stabile e meno sofferente ai trasferimenti di carico nei curvoni autostradali e nei cambi di direzione veloci.
L'epilogo
La seconda generazione, basata sulle Mini F55/F56, sarà ugualmente esclusiva ed elegante e rappresenterà il ‘canto del cigno‘ della Clubman moderna. Saluterà i listini nel 2023.
In un mondo sempre più ‘Suv oriented’ non c’è posto per una ‘Wagon’ elegante erede spirituale delle Morris Minor Traveller degli anni ‘50 e ‘60. Modelli che facevano delle loro fiancate in ‘legno’ un tratto distintivo apprezzato dai clienti più attenti ai dettagli.
Gli orfani delle ‘Mini Clubman’ dovranno così, da quel momento, rivolgersi al mercato dell’usato per avere un'altra di queste vetture.
Poiché nessuna auto, sul mercato, aveva lo stesso ‘carisma’ della ‘Clubman’.
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