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Micheal Schumacher Belgio 1997, la fortuna aiuta gli audaci

Galdieri Rent14 agosto 20263 min di lettura
Micheal Schumacher

Micheal Schumacher, storia della vittoria in Belgio 1997

La stagione 1997 vede un confronto serrato fra la Ferrari di Schumacher e la Williams di Jacques Villeneuve.

Una lotta che possiamo definire di un ‘uomo‘ contro una ‘macchina supersonica’ essendo la Williams progettata da Head e Newey un capolavoro di aerodinamica.

Micheal Schumacher ha invece la F310B, l’ultimo regalo di Barnard, un ‘cancello’ che le prende in gara e qualifica anche da Jordan e Benetton, ma che almeno, a differenza dell’antenata F310, è affidabile.

Micheal è quello che fa la differenza. Ogni volta approfitta della situazione per vincere o fare punti. Il suo compagno Eddie Irvine spesso arranca 'sopraffatto' da una vettura spesso nervosa e sovrasterzante.

Le vicende

Gran Premio del Belgio, Spa- Francorchamps, il ‘giardino del Kaiser’.

La F310B in qualifica becca un secondo dalla Williams di Villeneuve  e la vittoria in condizioni normali sembra un miraggio nel deserto.

Villeneuve e Frentzen con le loro monoposto volano e possono doppiare tutti facilmente.

Ad un certo punto, però, prima della gara, si scatena il diluvio.

Brawn e Schumy giocano d’azzardo e decidono di partire con ‘assetto’ da bagnato e gomme intermedie.

I dettagli

Gli altri sono tutti con le ‘Full Wet’.

Si parte dietro la safety car che nel 1997 era una normale Mercedes CLK Amg, una vettura da soli 250 KM/h  quindi molto lenta rispetto ad una F1.

Dietro alla Mercedes  i driver del circus vanno davvero piano, sembrano dei vacanzieri in coda al casello di Melegnano al rientro delle ferie estive e, intanto, la pista si asciuga.

Rientrata la ‘safety’, la Ferrari, con gomme intermedie, ‘vola’ e lascia tutti indietro.

Il tedesco vince facile e riapre il mondiale.

Un azzardo che sicuramente, senza l’aiuto della partenza con Safety car e, senza la pioggia torrenziale iniziale, non avrebbe pagato con quell’assetto completamente da bagnato. Il team di Maranello sarebbe finito anche dietro la Jordan di Fisichella, molto più veloce.

Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci.

L'epilogo

Quel giorno il popolo ferrarista non ebbe dubbi: Ross Brawn e Schumacher erano delle divinità, capaci anche di predire il futuro.

Fu una vittoria epica, anche se l’epilogo amaro di Jerez  era vicino.

Una stagione memorabile, anche senza il  ‘classico’ lieto fine che sarebbe dovuto essere ‘tinto’ di rosso.

Ma va bene così, perché fu ugualmente un grandissimo spettacolo.

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