Lancia Lybra, l’ultima media torinese di stile

Lancia Lybra, una storia affascinante. A fine anni Novanta il nuovo amministratore di Fiat, Paolo Fresco, è deciso a rilanciare il settore auto.
L’ottimo lavoro fatto con Alfa Romeo 156, 166 e GTV, che vendono bene anche in Europa, si focalizza ulteriormente sul brand Lancia.
Il primo passo verso lo ‘svecchiamento‘ della gamma, tenuta in piedi fondamentalmente solo dalla Y, è la ‘Lybra’.
Lancia Lybra, le vicende
La nuova berlina, presentata a marzo del 1999, ha un design inedito con linee molto armoniche e tondeggianti che richiamano alle Lancia anni Sessanta.
La rottura con la precedente ‘Dedra’ è evidente, anche a livello di dimensioni con ‘Lybra’ che vanta un passo maggiore e maggiore larghezza.
Il pianale è lo stesso della Alfa Romeo ‘156’, ma con un'impostazione più votata al comfort.
Sul fronte motoristico troviamo i benzina tutti a 16v e gli inediti ‘diesel’ con sistema common Rail con cilindrate di 1.9 e 2.4.
I dettagli
In Lancia insistono molto sull’immagine ‘premium’ dell’auto, con una campagna pubblicitaria avente come protagonista Harrison Ford.
Purtroppo, nonostante l’ottima qualità del prodotto, la via per la ‘Lybra’ è tutta in salita.
I lancisti, ad inizio anni 2000, sono ormai una specie in via di estinzione. Rimproverano al marchio l’abbandono delle competizioni e di un modello di successo come la ‘Delta’. Ecco una vettura che, a parte il nome, non ha nulla in comune con il mezzo che ha vinto nei rally di tutta Europa.
Altro problema è l’immagine troppo compassata e borghese della nuova media Lancia spesso venduta negli stessi saloni dove era proposta anche la ‘156’.
Il risultato era facile intuirlo, con l’Alfa che, grazie al maggior ‘Allure’ di sportività e piacere di guida, cannibalizzava le vendite della Lancia.
Le versioni
La versione Station Wagon risollevò in parte la situazione, ma non fu risolutiva, con la ‘Lybra’ pronta a lasciare i listini del 2004.
Con la fine di questa ‘car Line’ Lancia esce definitivamente dal segmento delle auto medie, di cui era stata grande protagonista.
Fu l’inizio del declino commerciale di Lancia, a cui contribuirono altri modelli sbagliati come la Hatchback Delta (presentata nel 2005) e la Thesis.
Una buona auto la ‘Lybra’, ma non abbastanza per salvare il marchio Lancia dalla fine verso cui si è incamminata.
La scelta del management di investire solo su Alfa decreta, negli anni successivi, il requiem completo del glorioso brand torinese. Oggi commercializza solo la nuova ‘Y’ basata sulla Peugeot 208.
La ‘Lybra’ rimane, soprattutto nelle rare versioni a benzina, l’ultimo esempio dell’eleganza Lancia. Una ‘Granturismo’ che rendeva anche una normale berlina di fascia media comoda e fruibile come un'ammiraglia.
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