Lancia K 3.0 V6 24V, la ‘Torinese’ con il cuore sportivo

La Lancia K ebbe l’onere di sostituire la fortunatissima e gettonata ‘Thema’, una berlina che segnò un'epoca riportando in ‘auge’ il brand Lancia.
La ‘K’ aveva quindi un‘eredità pesante e, purtroppo, il suo stile troppo ‘compassato’ non scaldava i cuori del pubblico.
Nonostante tutto era migliore in tutto, avendo un'elevata sicurezza attiva e passiva ed un telaio con una migliore rigidità torsionale.
Per sfidare i Tedeschi nel segmento delle ammiraglie a sei cilindri, in Lancia decidono di mettere nel cofano della ‘K’ il potente V6 Alfa Romeo. Peraltro recentemente rivisto da Fiat in molti particolari.
Lancia K, le caratteristiche
La prima novità che si trova nel rinnovato propulsore è rappresentata dalle punterie idrauliche e non più meccaniche, con grandi vantaggi su silenziosità ed affidabilità.
Altra ‘chicca’ è la nuova testata con quattro valvole per cilindro, per una maggiore progressione agli alti regimi.
La potenza, per la ‘K’ 3.0, è di 204 cv nettamente inferiore ai 231 cv della ‘164’ con lo stesso motore.
Data l’indole meno sportiva della ‘Torinese’ si opta per una fasatura meno spinta degli alberi a camme. Così privilegia la ripresa ai bassi regimi piuttosto che la velocità massima.
La motorizzazione ‘Alfa’ è destinata alle ‘K’ con allestimento alto di gamma, quindi dalla ‘LX’ a salire.
I dettagli
All’esterno si trovano eleganti cerchi in lega diamantati con interni in Alcantara.
Il cruscotto è dotato di un ‘primitivo’ computer di bordo a pittogrammi che indica ogni eventuale avaria della vettura.
Molto grande la possibilità di personalizzazione, con colori che strizzano l’occhio alla classica eleganza Lancia.
Gli abbinamenti più riusciti sono quelli con il verde scuro. Ma anche il bordeaux che, con la selleria ‘FRAU’ beige o nera, rendono la berlina italiana molto prestigiosa.
I difetti
Purtroppo alla ‘K’ manca la trazione sulle ruote giuste (le posteriori. Questo la rende agli occhi del pubblico delle berline ‘premium’ una scelta di serie ‘B’.
La ‘K’ 3.0 attira il cliente che compra la ‘ROVER 825‘ o la Peugeot ‘605 V6’, ma non chi scende da Mercedes, Bmw o Audi.
Una mossa intelligente sarebbe stata quella di sviluppare una trazione integrale (in Lancia già presente), ma in Fiat non ci pensano.
Se ne vendettero poche, tutte acquistate da ministeri e Pubblica Amministrazione come auto di rappresentanza.
L'epilogo
La ‘K 3.0 V6’ è uno splendido ‘Unicorno’, testimonianza di come su di una tranquilla berlina si trovava un propulsore nato per le corse. Quando si accelera a fondo la ‘K 3.0’ si dimentica di essere una ‘sedan’ e sfoggia uno scatto ed un ‘sound’ degno delle migliori ‘Granturismo’.
In sintesi, 204 cv di puledri italiani confezionati in un'elegante carrozzeria che rifugge da ogni eccesso, fanno della ‘K V6’ la ‘sleeper‘ perfetta per le tirate autostradali.
Un'auto che non ti aspetti ‘sfanalare’ ad oltre 220 km /h, ma che, volendo, può farlo senza problemi.
Nel 1995, solo per questo, poteva valere la pena comprarla.
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