Lafer Mp, la spider ‘retrò’ con il cuore del ‘Maggiolino’

Lafer Mp, mitica spider inglese. Tutti le amano, in particolare le ‘MG’.
Stile, interni in radica, prestazioni briose con il risvolto della medaglia ‘negativo’ spesso legato ad una scarsa affidabilità meccanica.
MG, Triumph ed Austin Healey spesso davano ‘forfait’ a causa di carburatori bizzosi ed impianti elettrici precari.
Percival Lafer, imprenditore brasiliano, ha però la soluzione: la ‘MP Spider’.
Costruita nella sua fabbrica di mobili, ha una carrozzeria in fibra di vetro spinta dall’affidabile motore 1600 del Maggiolino Volkswagen.
Lafer Mp, i dettagli
Il design è chiaramente ispirato alle MG ‘TD’ degli anni Cinquanta. Senza ovviamente i ‘mal di testa’ legati a questo tipo di auto, dato che la meccanica ‘VW’ è ‘bulletproof’.
Le prestazioni, grazie al peso ridotto, riescono ad essere anche abbastanza buone.
Certo, la ‘MP’ non è fatta per correre e non ha lo ‘sterzo’ preciso delle ‘inglesi’ che vuole imitare. Più che le strade piene di curve, adora i lungomare sui quali sfrecciare a velocità costante.
In Italia la Lafer ‘MP’ viene importata da un’azienda romana, la ‘Maristar srl’, e trova un suo pubblico di estimatori. Alla fine degli anni Settanta, le ‘scoperte’ in vendita cominciano ad essere poche e, soprattutto, nessuna vanta un'estetica ‘retrò’ come la ‘ MP’.
Contro ogni previsione la nuova ‘spider’ si diffonde nelle località balneari e, a metà anni ‘80, conosce il picco di massima diffusione.
Le vicende
In un contesto di grande benessere economico molti la cominciano a comprare per sostituire le anziane ‘Buggy’ usate come ‘tender’ nella seconda casa al mare.
Rispetto alle ‘Dune Buggy’ abbiamo maggiore comodità, con interni molto rifiniti e personalizzabili.
Dal punto di vista meccanico si poteva intervenire montando carburatori maggiorati e filtro aria sportivo. Ma chiaramente, vista la derivazione dal ‘Kafer’, le prestazioni non diventano mai elevatissime.
Con la fine degli anni ’80 termina la produzione, con molti esemplari venduti anche in Germania e Giappone.
La fine della produzione collima anche con la ‘scomparsa’ delle vetture artigianali basate su meccanica derivata da grande produzione.
Lafer, Kamat, Reliant e Dutton, che producevano vetture di questo tipo, cessano tutte la produzione tra la fine degli anni ‘80 e la prima metà dei ‘90.
Il motivo è semplice ed è legato alla riscoperta, da parte dei grandi costruttori, delle ‘spider’, con nuovi ed accattivanti modelli lanciati sul mercato con prezzi alti, ma non irraggiungibili.
L'evoluzione
Con Mazda che proponeva la bellissima ‘MX5’, la ‘Z3’ di Bmw, la 'MGF' della Rover e la ‘SLK’ Mercedes, auto come la ‘MP Lafer’ (che non avevano comunque un listino basso), non avevano ragione di esistere.
Le poche sopravvissute alla rottamazione oggi sono custodite scrupolosamente da appassionati e collezionisti a testimonianza di un’epoca in cui attorno ad un ‘umile’ Maggiolino si poteva costruire una fuoriserie.
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