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Jaguar X Type, nata per competere con le tedesche

Galdieri Rent19 maggio 20264 min di lettura2 letture0 commenti
Jaguar X Type

Jaguar X Type, tutta la storia. L’acquisizione da parte di Ford del glorioso marchio Jaguar all’inizio degli anni Novanta porta ad una profonda ristrutturazione di fabbriche e metodi di lavoro.

Con tanto impegno e tanti investimenti, finalmente gli Americani riescono a riportare ‘Jaguar’ alla qualità  costruttiva che le compete.

Ovviamente non è abbastanza, l’ambizione è quella di poter sfidare i Tedeschi e batterli nel loro territorio d’elezione: quelle delle berline ‘compatte’ premium.

Jaguar X Type, le vicende

Jaguar non aveva una concorrente di Bmw ‘Serie 3’ e Mercedes ‘Classe C’ e Ford decise di colmare questa ‘lacuna’ con il progetto X Type.

Si parte dal pianale della ‘Mondeo’, che viene allestito con specifiche ‘inedite’.

La ‘trazione anteriore’ viene considerata ‘plebea’ e quindi si opta per un moderno sistema AWD, in pratica una trazione integrale completamente gestita dall’elettronica.

Con questo accorgimento la nuova ‘berlina’ sarà sempre sui binari anche in condizioni meteorologiche critiche e laddove i Tedeschi offrivano il 4x4 come Optional gli Inglesi lo offrono di serie.

Un ‘plus’ per chi guidava spesso in condizioni estreme di pioggia e neve.

Il pianale di origine Ford viene inoltre rivisto con sospensioni più raffinate. Si applicano diversi ‘correttivi’ al fine di avere un ottima rigidità torsionale.

La differenza con la ‘Mondeo’  è evidente, poiché la nuova ‘Jaguar’ in curva è piatta e sicura.

Un comportamento da ‘prima della classe’, che non fa rimpiangere i prodotti di Stoccarda o Monaco.

I dettagli

Sotto al cofano troviamo motori V6 24V progettati con l’ausilio di Cosworth.

Il  3.0, in particolare, abbinato al cambio automatico  ZF, è particolarmente ‘rabbioso’ con un ‘sound’  aggressivo e vellutato.

Esteticamente la Jaguar X Type richiama le linee della ‘Jaguar XJ6’ che rielabora in scala ridotta.

L’interno è la parte forse meno riuscita, poiché abbiamo materiali in alcuni casi non all’altezza del blasone Jaguar ed un‘impostazione forse troppo barocca.

L’abbondanza di radica, in un’epoca in cui dominavano gli interni con finiture in alluminio, non piacque a tutti.

Disponibili al lancio due versioni: la ‘Executive’ (la classica Jaguar tutta radica e cromature) e la ‘Sport’ con bodykit dedicato, diversi dettagli in nero ed interni in radica di acero scuro.

Al debutto la nuova Jaguar piacque molto, presentandosi come una reale alternativa alle tedesche.

L'epilogo

Purtroppo, nel corso degli anni, Ford fece il grave errore di ampliare la gamma del modello verso il ‘basso’  con versioni  Diesel e Station Wagon con la sola trazione anteriore.

Il peggio lo si fece con le versioni ‘depotenziate‘ del V6 con cilindrata ridotta a 2000 cc, cambio manuale ed interni in tessuto.

Queste ‘car line’, fatte per vendere più auto, non fecero altro che snaturare la vettura ed il marchio,  rendendo la ‘X Type’ poco attraente agli occhi dei clienti più esigenti. 

Ovviamente la ‘parentela‘ con la Mondeo era una spada di Damocle.

Con queste operazioni sbagliate di marketing, cadde sulla testa della X Type. La condannò a ‘cenerentola‘ del mercato delle ‘sedan’ di lusso.

Alla fine, i migliori acquirenti si dimostrarono le società di noleggio. Trovarono grandi ‘sconti’ da parte delle concessionarie Jaguar alle prese con enormi scorte di X Type (soprattutto diesel) invendute.

Un'altra storia

Un vero peccato, poiché questa ‘piccola Jaguar’ si guidava bene ed era bella nel suo design retrò.

Purtroppo non bastò per vincere i Tedeschi.

Uscì di scena nel 2007 e la sua erede, la XE, arrivata dopo una lunghissima gestazione nel 2014, non fece meglio penalizzata da gravi lacune qualitative.

La dimostrazione che non basta solo fare un‘ottima auto, ma bisogna anche saperla vendere, renderla affidabile e desiderabile agli occhi dei clienti.

Bmw è riuscita a rendere un mito le prime serie 3 che non stavano in strada.

Qualcosa vorrà dire….

In Inghilterra come in Italia hanno, purtroppo, molto da imparare in termini di sviluppo e valorizzazione di prodotto.

Se Jaguar avesse fatto scelte diverse oggi sicuramente saremmo qui. Ma a raccontare un’altra storia, probabilmente meno carica di rimpianti.

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