Golf VR6, ha sfidato BMW e Mercedes negli anni ’90

Golf VR6, tutte le info sulla compatta tedesca di casa Volkswagen che ha sfidato BMW e Mercedes. Gli anni Novanta rappresentano il massimo splendore per l’industria automobilistica tedesca.
In Germania sono ‘maestri’ nel fare i motori e Mercedes, Porsche, Volkswagen-Audi e Bmw hanno nelle loro ‘Car Line’ ogni tipo di ‘frazionamento’ dai 3 ai 12 cilindri.
Per ‘divorare’ le ‘Autobahn’ il miglior motore è il ‘sei ‘ cilindri, per la sua fluidità e la propensione all’allungo.
Golf VR6, le caratteristiche
Mercedes e Bmw sono ‘specialisti’ in questo tipo di propulsori, ma Volkswagen vuole dimostrare di non essere da meno.
A Wolfsburg, dopo la grandiosa ‘Golf GTI’, non avevano creato più nulla che facesse sensazione. Era giunto il momento di correggere il tiro.
Gli ingegneri così si mettono al lavoro e creano un motore sei cilindri con ‘V’ molto stretta capace di stare senza problemi nel cofano della Golf 3.
Il propulsore, a differenza di un ‘6’ tradizionale, ha una sola testata. Questo lo rende oltremodo compatto e leggero.
La potenza è di 174 cv, condita da un sound ‘pieno’, che fa capire che non siamo di fronte alla ‘solita‘ Golf.
La Golf VR6 accelera con grande scioltezza e progressione e, ai bassi regimi, è possibile riprendere da qualsiasi marcia con molta facilità.
In ‘alto’ invece si sprigiona una spinta ‘poderosa’ che la fa allungare tranquillamente oltre i 200 km/h, lasciandosi indietro ‘competitor’ come la Bmw 320i E36 che di cavalli ne aveva ‘solo’ 150.
I dettagli
Disponibile anche la versione con trazione integrale ‘Syncro’ con 190 cv che, oltre ad essere ancora più veloce, vanta una tenuta di strada senza pari.
Neve, pioggia, ghiaccio: la ‘VR6 Syncro’ non mollava di un millimetro.
Esteticamente la ‘VR6’ si riconosceva per i cerchi in Lega ‘BBS’. Oltre all’assetto ribassato, le conferivano un aspetto molto ‘aggressivo’. Senza scadere negli eccessi di alcune competitor francesi o italiane.
A completare il ‘look’ avevamo una calandra con fari ‘specifici’ con impostazione ‘bifocale’ che interpretavano in maniera attuale lo ‘sguardo‘ delle vecchie Golf GTI MK2.
Con la Golf VR6 Volkswagen aveva creato una ‘Golf’ estrema, ma fruibile. Un ‘qualcosa’ di più esclusivo ed elitario di una semplice ‘GTI’.
Un mezzo capace di tenere testa senza alcun timore reverenziale alle connazionali di Monaco e Stoccarda.
Negli anni il concetto si è evoluto fino ad arrivare alle moderne ‘Golf R’ che, come la ‘nonna’, non hanno perso il vizio di divorare le ‘autostrade’ ad oltre 200 km/h di media.
Con Golf VR6 nasceva una dinastia di ‘Golf’ potenti e ‘sopra le righe’ che dimostravano come anche i Tedeschi, tutti calcoli e raziocinio, se volevano sapevano fare auto oltremodo emozionali partendo da auto per tutti i giorni come la ‘Golf’.
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