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Giovanni Lavaggi, l’ultimo dei ‘Gentleman Driver’

Galdieri Rent3 aprile 20262 min di lettura12 letture0 commenti
Giovanni Lavaggi, l’ultimo dei ‘Gentleman Driver’

La categoria dei  "Gentleman  driver’’ era molto ‘sviluppata’ in Europa, prima che la ‘Fia’ ed il  professionismo più  accanito prendessero il sopravvento.

Negli anni Settanta era difficile, ma non impossibile, guidare una monoposto di  F1, bastavano un pò di abilità e tanto coraggio.

Così spesso in pista si vedevano tanti ‘ragazzotti’ paganti, disposti a vendersi uno degli appartamenti di famiglia in centro per provare il brivido di una stagione in F1.

Giovanni Lavaggi, la storia

Negli anni Novanta, l’ultimo di questa dinastia è il siciliano Giovanni Lavaggi.

Giovanni non è un ‘manico’, ma se la cava discretamente nelle formule minori.

I soldi di famiglia incontrano  le ‘disastrate’ finanze della Pacific, che decide di affidargli una vettura per la stagione 1995.

Ovviamente il buon Lavaggi rimedia distacchi abissali da Montermini e, se la regola del 107% fosse già esistita, spesso non sarebbe stato nemmeno qualificato.

Una stagione trascorsa a navigare tra le retrovie, però la soddisfazione per aver spinto comunque al massimo un bolide della massima formula è tanta.

Il siciliano è un vero appassionato e per lui non è importante vincere, ma divertirsi e partecipare.

Dopo la ‘Pacific’ corre con la Minardi.

Giancarlo Minardi, a corto di fondi e vicino alla bancarotta, lo assume attratto dal capitale monetario che porta in azienda.

Anche qui il confronto con il suo compagno di squadra Pedro -Lamy è impietoso e molte volte Lavaggi non riesce nemmeno a qualificarsi.

Le vicende

In Ungheria la sua gara migliore.

A fine stagione il risultato di maggiore rilievo sarà un decimo posto.

Non male comunque per uno che era lì, fondamentalmente, per diletto.

Dopo la F1 fonderà un suo team, che gli darà enormi soddisfazioni.

L’ultimo dei  ‘Gentleman driver’ Giovanni Lavaggi, di quelli che ‘correvano‘ solo per passione al fine di appagare la loro voglia di velocità.

Una storia di altri tempi, impensabile oggi con i livelli di complessità raggiunti dalle F1 odierne. 

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