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FSO 125P, fascino esotico o apocalisse tecnologica?

Galdieri Rent8 settembre 20262 min di lettura
FSO 125P

Fso 125P, una storia affascinante. Nei paesi dell’Europa Orientale non abbiamo, nel dopoguerra, una fiorente industria automobilistica.

Per alcuni governi l’automotive rappresenta però un interessante sbocco per garantire occupazione nel settore manifatturiero.

Nascono così importanti  ‘Joint Venture’ con costruttori europei e, tra queste, va menzionata, alla fine degli anni Sessanta, quella tra lo stato polacco tramite la società ‘FSO‘ e la Fiat. Il frutto di questa collaborazione è la FSO 125P (P sta per Polinsky).

Fso 125P, le caratteristiche

La nuova vettura era uno strano ‘Ibrido’ tra le vecchie Fiat ‘124’ e ‘125’ con sospensioni a balestra e motori ad aste e bilancieri.

Il discutibile aspetto ‘tecnologico’, fatto di arcaiche ‘balestre’ e motori poco performanti, riusciva a passare in secondo piano rispetto all’enorme quantità di metallo e vinile scadente presenti all’interno. Trasformavano la vettura in estate in un terrificante ‘fungo radioattivo’ a quattro ruote a causa degli odori sgradevoli e nocivi provenienti da tali materiali.

Semplicità vuol dire affidabilità e, seguendo il mantra del vecchio Henry Ford ‘Tutto quello che non c’è non si rompe’, la Fso 125P avrebbe dovuto essere quantomeno indistruttibile.

No, nulla di più errato.

Dopo tre anni di utilizzo  generalmente sospensioni, marmitta, tubi freno e scatola sterzo cedevano.

A ruota, seguirono frizione e guarnizione testata.

Se il fortunato possessore di questo splendido esempio di ingegneria Italo- Polacco riusciva a sopravvivere al nauseabondo odore degli interni, aveva la vita comunque messa in pericolo dalla pessima guidabilità del mezzo che non frenava ed era instabile come un carrello della spesa.

Unico vantaggio, il prezzo.

In Italia qualcuna arrivò alla fine degli anni Settanta tramite l’importazione parallela, acquistata soprattutto per il listino molto basso. Ovviamente l’acquirente l’auto la rottamava o vendeva dopo 3 o massimo 5 anni. Sfinito dalla disastrosa qualità di quella che era presentata come un‘economica berlina per quattro persone.

Qualche sconsiderato addirittura pensò di aver fatto un acquisto ‘cool’ da ‘radical chic’, credendo di mettersi al volante di un’auto  ‘esotica’. Ma non pensava che si stava prendendo un ‘pacco’ di notevole livello.

L'apocalisse tecnologica

La FS0 125P si può tranquillamente considerare come la ‘sintesi’ dell’apocalisse tecnologica. L’unico vantaggio era quello di aver dato lavoro a tante persone, portando l’expertise necessario per l’assemblaggio delle vetture in Polonia.

Grazie a questa vettura la FSO ha continuato a collaborare con Fiat , costruendo auto sempre migliori fino ad arrivare ad essere inglobata dallo stesso colosso torinese.

Oggi in Polonia è assemblata la nuova ‘Grande Panda’, modello di successo con elevati standard qualitativi.

E tutto è cominciato, va detto, con la bizzarra ‘125P’.

Quindi non tutti i mali vengono per nuocere….

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