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Elio De Angelis, debutto memorabile per il "pianista"

Galdieri Rent19 giugno 20262 min di lettura5 letture0 commenti
Elio De Angelis

Elio De Angelis nel 1979 è già un driver di esperienza, avendo guidato con grande successo nelle formule minori.

Purtroppo non è fortunato e, sia la Tyrrel sia la Ferrari, con la quale aveva avuto dei contatti, gli chiudono le porte in faccia.

Nonostante tutto, riesce ad accordarsi con la Shadow.

Elio De Angelis, la storia

La monoposto americana è un disastro, nera con delle scritte dorate che dissimulano solo un poco il suo aspetto da carro funebre.

E, proprio come un veicolo ‘mortuario’, la Shadow è oltremodo lenta.

Chiunque si sarebbe abbattuto, ma non Elio che, con grande resilienza e talento, guida in maniera magistrale.

E’ costantemente davanti a Lammers, considerato uno dei più veloci sul giro secco.

Qualificarsi è spesso un'impresa, ma De Angelis ci riesce sempre.

In gara arriva spesso a ridosso dei primi, ma la zona punti, se nessuno si ritira, rimane un miraggio.

A Watkins Glen, ultima gara del campionato, succede il ‘miracolo’.

Le vicende

La pista è bagnata come una piscina olimpionica e la pioggia continua a cadere copiosa.

Il sole ogni tanto rispunta, asciugando l’asfalto e rendendo, di conseguenza, le cose ancora più difficili.

Elio De Angelis non sbaglierà un colpo e, alla fine, sarà quarto.

Tre punti che valgono una vittoria, essendo conquistati con una monoposto lenta e scadente.

La splendida prestazione gli vale l’ingaggio da parte della Lotus, con Chapman che paga una costosa penale alla Shadow per svincolarlo a fine stagione.

Sembra l’inizio di una promettente carriera che, purtroppo, avrà l’epilogo amaro che tutti conosciamo.

L'epilogo

Questo ragazzo, che suonava il piano ed aveva modi gentili, avrebbe sicuramente meritato di più.

Ma il fato che domina le corse non era d’accordo, ponendo fine alla sua vita in un anonimo pomeriggio di maggio.

Sarebbe stato bello vederlo vincere il titolo lottando contro Prost o Senna, ma probabilmente non era destino.

La riprova che non tutte le storie, che iniziano in salita, hanno il classico lieto fine.

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