Alfa 164 Procar, iconico mostro a 10 cilindri

Alfa 164 Procar, un vero bolide. Il campionato ‘Procar’ nasceva a metà anni ‘80 da un'idea brillante di Bernie Ecclestone, che immaginava auto di serie con una meccanica derivata dalla F1.
Le macchine dovevano solo avere l’aspetto esteriore dei rispettivi modelli di serie, mentre il resto è tutto lasciato all’estro dei progettisti.
In Fiat decidono di credere in questo nuovo ‘campionato’, sviluppando una Alfa 164 specifica per il campionato Procar.
Alfa 164 Procar, le caratteristiche
Carrozzeria in vetroresina, motore 10 cilindri da 600 cv aspirato, assetto ‘piatto’ che la rende incollata alla pista.
Esteticamente, invece, rimane simile ad una normale Alfa 164, solo molto più bassa.
In pista questa vettura arriva tranquillamente a superare i 280 km/h e l’ululato del suo V10 è inconfondibile.
Il motore 10 cilindri è progettato da Pino D’Agostino, capo dei motoristi Alfa, che fu il primo a credere in questo frazionamento molto prima di Renault.
Il V10 Alfa è leggero, potente, compatto e permette alla 164 Procar di mangiarsi la strada.
La carrozzeria in vetroresina, insieme ai materiali compositi, è sviluppata dalla Brabham.
I dettagli
Purtroppo l’idea del campionato ‘Procar’ non interessa i costruttori come Audi, Bmw e Porsche, quindi l’Alfa 164 Procar rimarrà solo un prototipo.
Un ‘mostro’ capace di viaggiare come un missile terra/aria.
L’eredità tecnica di quest’auto, però, non andrà persa, poiché sulla base del suo V10 verrà sviluppato il primo dieci cilindri Ferrari di Formula 1.
Ovviamente dietro il motore della ‘Rossa’ c’è sempre l'ingegner D’Agostino, che recupererà molto del lavoro svolto sul propulsore della ‘Procar’.
Oggi un’auto come la ‘164 Procar’ appare impensabile, ma negli anni Ottanta le case produttrici di auto avevano soldi e passione per l’innovazione.
Innovazione intesa non solo come ‘risparmio energetico’ ed efficienza, ma anche come emozione e prestazioni.
Poiché l’auto era ancora un qualcosa di ‘sacro’ ed il piacere di guida non era un tabù.
L'epilogo
Altri tempi, che ci hanno regalato mezzi magnifici come la Ferrari F40, la Jaguar XJ220 e la Porsche 959.
Tutte auto che ci hanno fatto innamorare del piacere ‘dionisiaco’ della guida.
Di questa era è figlia anche la ‘164 Procar’, che, con il suo motore, ai giri urla più di un reattore di un caccia. Ricorda quanto la velocità può avvicinarci al filosofico concetto di infinito.
Gli studiosi ed i filosofi che lo cercavano, l’infinito, se fossero saliti in una ‘164 Procar’ avrebbero avuto tutte le risposte necessarie ai loro quesiti.
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