Fiat 1300 -1500, arriva nel 1961 la prima auto ‘borghese’

Fiat 1300 -1500, arriva nel 1961 la prima auto ‘borghese’
In Non categorizzato di alessandro fedullo

Fiat 1300 -1500 fu la prima Fiat ‘borghese’ del dopoguerra. L’apertura al mercato comune europeo e la concorrenza sempre più agguerrita di competitor straniere impose alla Fiat, alla fine degli anni ‘50, di proporre un nuovo veicolo di fascia ‘media’. Avrebbe coperto lo spazio in gamma tra la 1100 e le lussuose 1800/2300.

Per la nuova berlina, dotata di motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, si opta per uno stile ispirato all’americana Chevrolet Corvair.

Gli organi meccanici e le sospensioni vengono testati alacremente in tutte le condizioni climatiche. Un attento studio viene rivolto anche alla rigidità torsionale della carrozzeria con test fatti in collaborazione con il reparto aeronautico del Lingotto.

I propulsori derivano dai grossi 1800 e 2300 montati sulle ammiraglie ‘alto di gamma’, rappresentando così uno dei primi esempi di ‘power unit’ modulare.

 

Fiat 1300 -1500, le caratteristiche

Le cilindrate sono di Fiat 1300 per la ‘entry level’ e 1500 per l’allestimento di punta.

All’interno troviamo finiture migliori anche rispetto alla 1800 (che era più datata come progetto) con plancia e volante di foggia inedite e selleria in ‘panno’ che rendeva i viaggi molto più confortevoli rispetto allo ‘Skay’, soprattutto d’estate.

Il debutto nel 1961 si trasformò in un boom di ordini quasi immediato. Piacevano la linea “americaneggiante” e le doti stradali, rese ancora più convincenti dai freni a disco anteriori, un contenuto tecnico che faceva la differenza nella guida reale.

La 1300 fu la più richiesta, mentre la 1500 inizialmente vendette meno: il pubblico, spesso, sceglieva la razionalità. Ma Fiat non lasciò il segmento “alto” scoperto e nel 1964 arrivò la 1500 C, con motore potenziato a 75 cv e passo allungato di 10 cm, per aumentare abitabilità e distinguersi maggiormente dalla sorella minore. Fu una mossa azzeccata. La 1500 iniziò ad essere desiderata proprio perché più caratterizzata e più “importante”, soddisfacendo chi voleva una Fiat sì, ma con un tocco di esclusività.

Uscirà di scena nel 1966, continuando però a essere prodotta su licenza in Spagna da Seat ed in Germania dalla ‘Neckar’.

La ‘1500 C’ fornirà inoltre il pianale alla nuova ‘125’, ad ulteriore testimonianza di un progetto valido e moderno.

Molte Fiat 1300 – 1500 hanno continuato a circolare fino alla fine degli anni ’80, fermate più dalla ruggine e dalle rottamazioni che da reali limiti meccanici. Erano auto “toste”, che spesso arrivavano dal demolitore camminando sulle loro ruote: una definizione che, più di tante schede tecniche, racconta cosa fossero davvero.

Un altro grande successo della migliore ingegneria italiana, capace di unire stile, concretezza e quella sensazione di affidabilità che, a distanza di decenni, ancora fa parlare di loro con rispetto.

Gli ultimi sviluppi

Negli ultimi anni di carriera, la Fiat 1300-1500 si ritagliò anche un ruolo “sociale” molto italiano: diventò l’auto del lavoro e della famiglia, quella che poteva fare un po’ di tutto senza lamentarsi. Era abbastanza spaziosa per le vacanze con i bagagli, abbastanza rappresentativa per chi la usava come vettura “da ufficio”, e sufficientemente robusta da sopportare percorrenze importanti con manutenzioni spesso non impeccabili.

Non a caso la Fiat 1300- 1500 si vedeva ovunque: nei centri città, sulle statali, davanti ai bar di provincia e nei cortili dei palazzi. Un modello che seppe interpretare il passaggio dall’Italia della ricostruzione all’Italia che correva, con una credibilità tecnica rara e un’immagine moderna che reggeva bene il tempo.

E oggi, proprio per questo, Fiat 1300 -1500 sono diventate un piccolo simbolo di un modo di costruire automobili che puntava alla sostanza prima di tutto. Chi le ricorda o le restaura parla di una meccanica semplice, ma seria. Una guida “vera” e comunicativa, e di una qualità percepita fatta di dettagli concreti: lamierati, finiture, impostazione generale.

Nel panorama delle classiche italiane, rappresentano una Fiat capace di ambire più in alto senza tradire la sua missione popolare. Offrire un’auto accessibile, ma degna, in grado di accompagnare una generazione intera. Ed è forse questo il motivo per cui, a distanza di decenni, continuano a essere guardate con rispetto.

Non solo come automobili d’epoca, ma come testimonianze di un’epoca in cui l’ingegneria italiana sapeva davvero lasciare il segno.

 


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