Fiat 131 Abarth, ‘berlina‘ con il compressore
Fiat 131 Supermirafiori ‘Volumetrico’ Abarth, la ‘berlina‘ con il compressore
Nella storia recente dell’automobile siamo abituati ad associare la tecnologia ‘Volumex’ a marchi come Mercedes e Mini.
Ma molto prima, a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, il ‘super compressore’ era una prerogativa dell’Abarth che lo utilizzava nei rally.
Un aiuto’ importante’ che permetteva di avere subito la potenza in basso, senza il ritardo tipico delle turbine .
Dopo diversi anni di sperimentazione nelle corse, cominciamo a trovare il ‘volumetrico’ anche nelle versioni di punta di tranquille berline da famiglia.
Fiat 131 Abarth, le caratteristiche
La prima è la ‘Lancia Trevi VX’, seguita, nel 1981, dalla ‘131 Supermirafiori Volumetrico Abarth’.
Sotto al cofano troviamo un 2000 4 cilindri da 195 cv , sovralimentato dal poderoso compressore a lobi Abarth.
La potenza è di 140 cv, erogati con un sound inconfondibile.
L’assetto è irrigidito ed esteticamente abbiamo degli inediti cerchi in lega Abarth a ‘fori’, con fascioni neri che impreziosiscono l’aspetto complessivo della macchina.
Un discreto ‘Scorpione’ sui parafanghi indicava che avevamo a che fare con una ‘131’ molto potente ed esclusiva.
In strada la ‘Volumetrica’ non deludeva, dimostrandosi sempre veloce ed oltremodo piacevole da guidare.
Siamo nel 1981 e le berline da famiglia veramente ‘sportive’ e fruibili sono davvero poche.
Le Bmw serie 3 e serie 5 erano ‘impegnative’ da guidare al limite, con il motore sei cilindri in linea comunque molto ‘pigro‘ ai bassi regimi e votato decisamente all’utilizzo autostradale.
Rover proponeva invece le grosse berline della serie SD1 che, per avere ‘brio’, dovevano essere scelte nell’allestimento ‘Vitesse’ con il costoso ed assetato motore 3.5 V8, un qualcosa quindi di improponibile per il mercato italiano che ‘salassava’ con l’iva al 38% le auto con cilindrata superiore a 2.0.
Le vicende
In sintesi, non c’erano molte ‘quattroporte’ pepate a parte le proposte Lancia e Fiat.
Con la ‘Volumetrica’ ci si poteva togliere qualche ‘vezzo’ rallystico divertendosi fra i tornanti e facendo scodare in ‘sicurezza‘ il posteriore senza svenarsi.
E, andando piano, i consumi erano abbastanza gestibili.
Inoltre, la ‘Volumetrica’, essendo sempre una ‘131’, aveva uno spazio a bordo davvero invidiabile, superiore anche a quello della Lancia Trevi che aveva la stessa tecnologia.
Una bella vettura quindi, piacevole da guidare e pratica da possedere, un esempio di come Fiat sapesse produrre, quando voleva, mezzi desiderabili e tecnologicamente avanzati.
Le targhette laterali ‘Volumetrico’ riempivano d’orgoglio i proprietari, facendoli sentire dei piccoli Walter Rohrl.
Non male per un mezzo che all’occorrenza poteva portare anche i figli a scuola o il gatto dal veterinario.
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