Lancia Beta HPE, shooting brake made in Torino

Lancia Beta HPE, shooting brake made in Torino
In #Galdierirentracconta di alessandro fedullo

Andare a giocare a golf o a sciare con la propria sportiva è fondamentalmente molto utopistico.
Le rinunce in termini di spazio e praticità, al fine di avere un design senza compromessi, sono inevitabili per tutti i costruttori di auto ad alte prestazioni.
Gli inglesi, però, da sempre maestri di stile, trovano verso la fine degli anni Sessanta la soluzione  proponendo delle carrozziere chiamate ‘Shooting brake’.
Queste vetture derivano da potenti GT ed hanno il plus di un telaio allungato con portellone che permette  di stivare mazze da golf, sci e, volendo, anche il cane.
Crayford, noto ‘coachbuilder’, si specializza proponendo eleganti ‘Shooting brake’ su base Lotus Elan, Jaguar  e Jensen.

Reliant, invece, progetta la sua ‘Scimitar’ già in questa configurazione.
In Italia i tecnici Lancia, da sempre attenti a tutto ciò che era innovativo e di classe, propongono la loro interpretazione  della ‘Shooting brake’ con la splendida ‘Beta Hpe’. Hpe, acronimo di ‘High performance estate’.

Il design è firmato ‘Pininfarina’, la nuova variante della Beta coniuga in un solo colpo eleganza, dinamismo e duttilità.
All’interno troviamo un salotto con sedili rivestiti in tessuto ‘Ermenegildo Zegna’, uno sportivo cruscotto con strumenti Veglia ed un cambio a cloche che è un invito a guidare con allegria tra le curve.
Come ogni Lancia che si rispetti lo sterzo è chirurgico e l’assetto ‘piatto’, permettendo di prendersi bellissime soddisfazioni in strada.
Nata nel 1975, vede nel 1981 un ulteriore ‘upgrade’ con l’adozione di un nuovo motore a 2.0 alimentato ad iniezione elettronica da 122 cv.
Nel 1982 esce invece la Hpe definitiva, la Volumex.

Look aggressivo con spoiler posteriore in gomma, carreggiate allargate, compressore volumetrico e 136 cv  di potenza vellutata in pieno stile ‘Lancia’.
Non fu un successo commerciale, la ‘Hpe’.
Il mercato italiano apprezzò molto di più la ‘Beta Coupe’, relegando la ’High performance estate’ a ruolo di  versione di ‘Nicchia’.
Non sempre però quello che vende è ciò che è migliore e, con certezza, possiamo affermare, che la ‘Beta Hpe’ è la più interessante delle Beta, poiché aveva molta più personalità delle sorelle ‘Berlina’ e ‘Coupé’.
Apprezzatissima in Francia e Regno Unito, è un altro piccolo saggio di eleganza ‘made in Torino’.
Un mezzo che permetteva di muoversi in modo chic anche nella vita di tutti i giorni: solo per questo, nel 1982, sarebbe stata da comprare immediatamente


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