Alfa Romeo 33: un numero magico

In #Galdierirentracconta di alessandro fedullo


Alfa Romeo 33 sound e linee inconfondibili

Linea a cuneo, motori boxer dal sound inconfondibile e nome evocativo che richiama ad una delle Alfa da corsa più prestanti di tutti i tempi.

Sembra l’identikit di una coupé, ma la realtà è ben diversa, poiché parliamo di una semplice daily car, una di quelle che vediamo nei parcheggi dell’Esselunga o fuori alle scuole con le mamme al volante.

La Alfa Romeo 33 è la media Alfa Romeo per gli anni ‘80, nata con il compito di sostituire l’Alfasud.
Da questa eredita la meccanica, semplificata per quanto riguarda l’impianto frenante (al posteriore ci sono dei convenzionali tamburi con dischi all’anteriore posizionati vicino alle ruote e non in-board) e la fabbrica (sarà la seconda Alfa costruita nel nuovo sito di Pomigliano).

Vestita da Ermanno Cressoni (lo stesso papà della 75) è disponibile nelle concessionarie dal 1983 ed è subito un successo. Il motivo è facile dirlo: ottimo rapporto prezzo/prestazioni /design.

La nuova “Baby Alfa” ha un’ottima tenuta di strada ed un sound, anche nelle versione entry level 1.3, da auto da corsa.
La 1.5 Quadrifoglio oro monta invece un propulsore da 85 cv con carburatori Weber doppio corpo.
Una scelta romantica e vintage in quei primi anni ‘80 che già vedevano l’ampio utilizzo di sistemi ad iniezione elettronica del carburante, che rende l’Alfa 33 più difficile nella messa a punto, ma grintosissima in ogni situazione soprattutto con marce basse.


Bastava premere il pedale ed i 2 Weber ingoiavano aria e benzina che trasformavano in potenza con la quale la compatta Alfa lasciava al palo anche vetture con motori di cilindrata maggiore.

Alfa Romeo 33, inizia la serie di Station Wagon

Con l’Alfa Romeo 33 cominciò anche la fortunata serie di Station Wagon sportive che ridefinivano il concetto di vettura “giardinetta”, non vista più come mezzo fatto solo per portare cose, ma come auto cool per il tempo libero.
La Sportwagon è la macchina figa sulla quale caricare sci d’inverno e windsurf d’estate e poi, eventualmente, moglie e figli.

Un concetto vincente che sarà alla base delle future 156 e 159, anch’esse denominate Sportwagon.
L’ultima serie della ‘33’ debutta nel 1989 ed ha frontale e posteriori rivisti che richiamano alla ‘164’.
Prodotta fino al 1994, vede il suo canto del cigno nelle versione speciale ‘Imola’ dotata di bodykit con alettone e minigonne, sedili sportivi e cerchi speedline diamantati.

Nel cofano l’ultima evoluzione del boxer 1.3, catalizzato con iniezione elettronica in luogo dei carburatori.
Una serie speciale molto bella nata per omaggiare una delle più grandi Alfa, che ha avuto il merito, un po’ come l’Alfa Sud, di ‘democratizzare’ il piacere di guida, grazie ai costi molto accessibili.

Un’altra pietra miliare del Biscione, tassello fondamentale di quel ‘cuore sportivo’ che tanti appassionati ha stregato nel mondo.

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