Rover Mini Cooper, icona pop- #galdierirentracconta

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Rover Mini Cooper, storia di un successo

Gli anni ’90 sono caratterizzati da un fiorente revival di tutto ciò che era in auge nei ’60.

Dal punto di vista musicale la scena è dominata da gruppi come Oasis, Blur e The Verve che reinterpretano in chiave moderna i suoni di Who e Beatles.

Nell’abbigliamento abbiamo il ritorno dei colori sgargianti come il rosso e l’arancione, molto in voga nei Sixties.

Il contesto è quindi quello giusto per un ritorno in grande stile della più amata delle Mini, la Cooper.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo al 1971, anno in cui cessa la collaborazione tra la British Leyland e John Cooper per la produzione della Mini Cooper elaborata che tante soddisfazioni aveva dato ai piloti in pista e nei rally.

Il suo posto è preso dalla 1275 GT inferiore in tutto. Intanto John Cooper continua a vendere i suoi kit per elaborare le normali Mini 1000, riscontrando un grande successo soprattutto in Giappone.

Rover rispolvera la collaborazione con Cooper

La Rover si decide così nel 1991 fiutando gli ottimi risultati di vendita, a rispolverare la collaborazione con Cooper.

Nasce cosi la Rover Mini Cooper, dotata di motore 1.3 con 61 cv preso dalla Metro, assetto sportivo, cerchi Mini lite e verniciatura bicolore.

Le prestazioni non sono all’altezza della vecchia Cooper S che di cavalli ne aveva ben 76 ma la piccola inglese deve fare, alle soglie del Ventunesimo secolo, i conti con le normative antinquinamento e la benzina verde e qualche cavallo è inevitabile perderlo.

Nonostante questo enorme deficit di potenza la nuova Mini Cooper sa però divertire, complice il peso ridotto e il motore con un range di potenza molto sfruttabile, con le marce basse che rende la Mini Cooper lo strumento migliore per divertirsi ai semafori, nelle rotonde o nei percorsi ricchi di curve.

Commercialmente è un successo, al punto che fa passare in secondo piano anche l’altra piccola bomba del costruttore inglese, la veloce Rover 114 GTI.

Nel 1994 la Rover Mini Cooper adotta l’iniezione elettronica e la potenza aumenta a 63cv. Subisce infine l’ultimo aggiornamento nel 1996 con l’adozione dell’iniezione Multipoint, prima di cedere il passo nel 2000, alla Mini progettata da Bmw.

Oggi le Mini Cooper degli anni ’90 sono ricercatissime dagli appassionati, perché rappresentano l’auto d’epoca ottimale capace di divertire senza costi di gestione esagerati.

L’auto ideale per far bella figura ai raduni e non essere inghiottiti dal moderno grigiore metropolitano, caratterizzato da auto fondamentalmente tutte uguali.

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