Benito Mussolini e la passione per la sua coupé- #galdierirentracconta

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Chi di voi ricorda la coupé che sedusse Benito Mussolini?

Il mito della velocità, il senso del bello e l’apologia del progresso, valori condivisi dall’alta borghesia italiana dei primi del Novecento.

Benito Mussolini, un po’ come il poeta Gabriele D’annunzio, amava le belle auto e le belle donne.

In visita al Salone dell’Auto di Milano del 1934 Benito Mussolini si innamorò perdutamente di una avveniristica coupé su base Alfa Romeo.

Su questa vettura il carrozziere milanese Castagna applicò i nuovi concetti di aerodinamica studiati in Francia uniti ad una meccanica d’eccellenza made in Alfa: un piccolo capolavoro.

Benito Mussolini la volle e la fece modificare: la meccanica Alfa venne sostituita da motore e cambio provenienti dalla Lancia Astura (il passo fu leggermente accorciato a vantaggio di una maggiore agilità) e l’auto fu donata al figlio, Bruno Mussolini.

La Lancia modificata prese parte a diverse competizioni. Dopo la guerra finì nel Regno Unito dove ebbe un violento incidente e fu riparata usando pezzi provenienti da una Morris 8 (un sacrilegio!).

Intanto, la special milanese continuò a passare di mano in mano finendo nelle mani dell’appassionato di auto d’epoca tedesco.  Peter Kaus la riportò all’antico splendore.

Oggi la vettura è di proprietà di un ricco appassionato francese che ha il privilegio di guidare un’auto che è un’opera d’arte.

Colui che ha coniato il detto “l’auto è donna”, avrà sicuramente visto sfrecciare questa splendida coupé in una tiepida giornata primaverile.

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